“Da una parte, i pazienti potranno beneficiare sempre più di una medicina personalizzata, basata sui farmaci più adatti a seconda delle caratteristiche fenotipiche; dall’altra, si cerca un giusto equilibrio tra innovazione, personalizzazione e sostenibilità del SSN” sottolinea il Prof. Alessandro Armuzzi, Responsabile Comitato Educazionale IG-IBD
INNOVAZIONE, PERSONALIZZAZIONE, SOSTENIBILITA’ NELLA MEDICINA DEL FUTURO – Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – MICI (o IBD – Inflammatory Bowel Diseases secondo l’acronimo anglosassone) sono patologie infiammatorie croniche dell’intestino e si distinguono in Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa. Si stima che in Italia siano circa 250mila i pazienti affetti da MICI: sebbene possa sembrare un numero esiguo, bisogna tenere presente una serie di implicazioni che ne amplificano gli effetti, come i ritardi diagnostici, il peso che ricade sulle famiglie, i contraccolpi psicologici. Le MICI sono malattie altamente invalidanti, che riguardano soprattutto la popolazione giovanile, con un picco d’esordio generalmente compreso nella fascia tra i 15 e i 30 anni, con un 20% di casi addirittura già in età pediatrica, inficiando la qualità di vita e provocando conseguenze anche a livello psicologico. Tuttavia, la ricerca scientifica ha prodotto importanti risultati in grado di permettere a chi è affetto da queste patologie di condurre una vita normale.
“Alcune classi terapeutiche di farmaci biologici sono ormai consolidate – evidenzia il Dott. Marco Daperno, Segretario Generale IG-IBD, AO Ordine Mauriziano di Torino – Il prossimo passo in cui siamo impegnati è quello di migliorare il sequenziamento dei farmaci in virtù della varietà a cui siamo giunti, al fine di migliorare gli effetti sul lungo termine ed evitare gli effetti collaterali. Inoltre, si aggiungono nuovi farmaci di recente introduzione che permettono un approccio più razionale e una gestione più soddisfacente di queste patologie”.

DALLA SICILIA LA CONFERMA DEI BIOSIMILARI – Il concetto di farmaco biosimilare fa riferimento a prodotti medicinali biologici che sono simili agli originatori in termini di qualità, sicurezza ed efficacia, pur non essendo identici. Non sono nuovi farmaci, bensì una rivisitazione, una versione più moderna e meno costosa rispetto agli orginatori. Queste molecole seguono una rigorosa e complessa procedura di approvazione per dimostrarne efficacia e sicurezza: le prime conferme sono giunte in ambito reumatologico; successivamente si è attuato il cosiddetto meccanismo di estrapolazione anche per altre malattie, tra cui proprio le MICI, quindi è stata data dall’EMA l’indicazione per usarli anche per queste altre malattie.
“Il primo studio al mondo a pubblicare dati scientifici in Real Life su efficacia e sicurezza dei farmaci biosimilari di Infliximab di seconda generazione è stato effettuato dalla Rete siciliana, composta da 16 centri, 7 Hub & 9 Spoke, che ha realizzato un’esperienza significativa sui pazienti affetti da Crohn e Colite, presi in una numerosità significativa, 276 pazienti – sottolinea Orlando – Questo studio ha anche rilevato, in un piccolo sottogruppo, che il cambio di un biosimilare di prima o seconda generazione non crea problemi di immunogenicità o di eventi avversi e l’efficacia è sovrapponibile all’originator. La Rete siciliana ha concluso un altro studio in via di pubblicazione basato su una numerosità ancora più ampia, pari a 559 pazienti, di cui l’88% con Crohn e il 12% con Colite Ulcerosa, che ha dimostrato efficacia e sicurezza anche di un altro farmaco biosimilare di Adalimumab. È un messaggio importante per il mondo scientifico e per le associazioni dei pazienti, che attesta l’appropriatezza terapeutica di questa metodologia e soprattutto fornisce informazioni epidemiologiche sull’efficacia e la sicurezza dei trattamenti”.
LA CHIRURGIA NELLA GESTIONE DEI PAZIENTI MICI – Nell’ambito del XI Congresso Nazionale dell’IG-IBD è stato organizzato anche il “2nd Training Course of Surgery for IBD”, dedicato alla formazione e all’aggiornamento dei chirurghi che si occupano di MICI. Obiettivo dell’iniziativa è stato unire la comunità chirurgica nazionale per standardizzare e alzare al massimo il già ottimo livello con cui vengono seguiti questi pazienti. Infatti, avere a disposizione una chirurgia dedicata alle MICI è un punto essenziale per la gestione di questi pazienti.
L’XI CONGRESSO NAZIONALE IG-IBD – Tutti questi temi sono oggetto di analisi nell’ambito dell’XI Congresso IG-IBD – Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease, organizzato da Health Meetings Group, con Responsabile Scientifico il Dott. Marco Daperno, in svolgimento online fino al 5 Dicembre. Nonostante l’approccio insolito, vi sono ben 550 medici iscritti, 96 comunicazioni orali presentate, 24 di queste già selezionate come ricerche innovative, 4 corsi precongressuali per coprire ogni novità nell’ambito delle MICI. Le principali tematiche affrontate sono il ruolo della fibrosi nelle IBD, il posizionamento dei farmaci, la sovrapposizione tra intestino irritabile e MICI, la medicina di genere, l’imaging cross-sectional, l’ultrasonografia, le tecniche di intelligenza artificiale applicata in endoscopia.