È appena iniziata la realizzazione del telescopio spaziale Ariel. La missione Ariel (Atmospheric remote-sensing infrared exoplanet large-survey), nata grazie al lavoro del team fiorentino che opera all’Osservatorio polifunzionale del Chianti, e’ stata selezionata dall’Agenzia spaziale europea che ora invitera’ le aziende del settore a presentare proposte per la realizzazione del veicolo spaziale.
Ariel, il cui lancio e’ previsto per il 2029, indaghera’ le atmosfere di un campione variegato di esopianeti fuori dal sistema solare e sara’ la prima missione spaziale a realizzare un ‘censimento’ della composizione chimica delle loro atmosfere. Osservera’ un ampio spettro di esopianeti, dei giganti gassosi a pianeti di tipo nettuniano, super-Terre e pianeti terrestri per fornire informazioni utili a comprendere i meccanismi di formazione ed evoluzione dei pianeti al di la’ del sistema solare.

La missione e’ stata sviluppata da un consorzio di oltre 50 istituti di 17 nazioni, e un contributo esterno della NASA. L’Italia, con il sostegno e il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana, e’ tra i principali contributori. Un ruolo fondamentale e’ svolto dall’Osservatorio polifunzionale del Chianti, struttura del Comune di Barberino Tavarnelle (Firenze) e gestito dall’Unifi e dall’astrofisico Emanuele Pace, project manager nazionale della missione, colui che coordinera’ la realizzazione del telescopio e le indagini scientifiche per la selezione dei pianeti da studiare. “La grande rivoluzione che ci prepariamo a mettere in atto per la comprensione dell’Universo – spiega Pace – consente per la prima volta alla comunita’ scientifica di esaminare e studiare in profondita’ la natura fisica di non meno di 1000 esopianeti, la composizione chimica delle loro atmosfere e dara’ indicazioni sulle possibili condizioni di abitabilita’ ovvero sulle eventuali presenze di vita”.