Rimane alta in questo periodo dell’anno- nonostante il frangente emergenziale in atto – la domanda di prodotti ittici, che continua ad aumentare in maniera esponenziale con l’approssimarsi del periodo delle festività natalizie.
A questo dato oggettivo, la Guardia Costiera risponde con un’operazione complessa nazionale finalizzata a contrastare l’inevitabile incremento del rischio a cui è esposto il consumatore finale nell’acquisto di prodotti ittici provenienti – soprattutto in questo periodo dell’anno – dall’estero e immessi sul mercato privi delle necessarie informazioni sulla provenienza e, molto spesso, non idonei al consumo umano poiché non rispondenti ai necessari parametri di qualità e genuinità.
L’operazione complessa “Frontiere Tracciabili” – partita all’inizio di dicembre e prevista proseguire fino al termine delle festività – vede impegnati oltre 3mila uomini e donne della Guardia Costiera in una serie di mirati controlli lungo l’intera filiera ittica, concentrati soprattutto sulle grandi piattaforme logistiche di distribuzione, ove peraltro principalmente viene accentrato anche il prodotto proveniente dall’estero; all’intenso piano di controlli, si sono inoltre aggiunte verifiche mirate sui punti di ingresso dello stesso nel territorio italiano come porti e aeroporti, nonché verifiche su strada e lungo autostrade. L’operazione si focalizza sulla verifica della bontà dei prodotti della pesca importati, perché rispondano ai requisiti di igiene, qualità e tracciabilità, garantendo tutte le informazioni necessarie ad attestarne la loro provenienza legale.
Una stretta, quella della Guardia Costiera Italiana, nei controlli – rafforzati dalla collaborazione con altre Amministrazioni dello Stato – che mette al centro il cittadino, tutelato nell’acquisto di prodotti sicuri, controllati e certificati, evitando l’immissione nella media e piccola distribuzione di decine di tonnellate di prodotti della pesca pericolosi per i consumatori finali.
Accade anche spesso che i prodotti ittici siano venduti – consumando delle vere e proprie frodi a carico dei consumatori – a prezzi maggiorati, nonché quali specie più pregiate, attraverso l’immissione sul mercato di prodotti della pesca che, invece, per origine, provenienza, qualità differiscono dalle caratteristiche dichiarate all’ignaro consumatore.

Il dispositivo operativo, coordinato a livello nazionale dal Centro Nazionale di Controllo Pesca del Comando Generale della Guardia Costiera di Roma, e articolato a livello territoriale sui Centri di Controllo Area Pesca delle 15 Direzioni Marittime regionali, ha permesso di registrare, ad oggi, 9.000 verifiche condotte dagli ispettori della pesca su tutto il territorio nazionale : 380 le sanzioni elevate, per un importo complessivo di oltre 600 mila euro, con 274 sequestri operati per un totale di circa 80 tonnellate di prodotto ittico irregolare pronto ad essere immesso nel circuito della grande distribuzione.
Numeri destinati ad aumentare con il trascorrere dei giorni e che si inseriscono nello sforzo complessivo posto in essere dalla Guardia Costiera in materia di controllo pesca nel 2020, per un importo di oltre 7milioni di euro di sanzioni comminate, cui è scaturito il sequestro di oltre 340 tonnellate di prodotto irregolare, un terzo del quale di provenienza estera. Numeri che testimoniano la portata dello sforzo profuso dal Corpo nella funzione di controllo del settore della pesca, affidatagli dal competente Dicastero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (nella scheda allegata sono riportati sia i dati dell’operazione Frontiere Tracciabili sia i dati complessivi riferiti al 2020).
“Questa operazione – ha affermato il Comandante Generale della Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino – conferma l’attenzione che il Corpo, e più genericamente del Sistema-Italia, rivolgono alle eccellenze del Paese, in questo caso i nostri pescatori, ancor più in un frangente delicato quale quello che stiamo attraversando, dando riposte concrete alla necessità di tutela dei nostri cittadini“.
