Un calvario durato 108 giorni. Dopo essere stati fermati il primo settembre al largo dello coste libiche, con l’accusa di aver violato le acque territoriali, ed essere stati detenuti per mesi nelle carceri del generale Khalifa Haftar, oggi finalmente i pescatori di Mazara del Vallo sono liberi. “Stanno tutti bene e non vedono l’ora di tornare a bordo dei pescherecci”, ha precisato il sindaco di Mazara del Vallo.
Decisivo per la liberazione dei pescatori l’incontro di Giuseppe Conte e Luigi Di Maio con Haftar. Stamattina il Premier e il Ministro degli Esteri italiano hanno dovuto organizzare all’improvviso il viaggio a Bengasi, fin dentro il quartier generale di Haftar. Proprio l’1 settembre, giorno in cui i pescatori sono stati fermati, Di Maio si era recato in Libia per una visita, ma non ha incontrato Khalifa Haftar, che si era già ritirato dalla Tripolitania. Di Maio ha incontrato invece il presidente del parlamento Aguila Saleh e questo per Haftar, deve essere stato un vero e proprio affronto. Mentre Di Maio tornava in Italia, i pescherecci Medinea e Antartide venivano sequestrati.

Si credeva che Conte e Di Maio sarebbero tornati con i 18 pescatori, invece non si sono neanche incontrati. Per loro, il rientro in Italia non sarà immediato. Nonostante siano stati liberati, si trovano ancora a Bengasi, che dovranno lasciare con i loro stessi pescherecci. Le imbarcazioni però riportano criticità causate dai mesi di inattività: dovranno essere riparate e solo allora, i pescatori potranno far rientro in Italia, mettendo la parola fine a questo incubo.
