WASP-12b è uno degli esopianeti più interessanti scoperti finora. In orbita intorno ad una nana gialla un po’ più grande del sole a 1.410 anni luce di distanza, il pianeta “ultra nero” è ciò che conosciamo come un “Giove” caldo, un esopianeta gigante gassoso dalla massa e dalle dimensioni simili a quelle di Giove, ma così vicino alla stella da essere rovente. Con un periodo orbitale di poco più di un giorno, l’esopianeta è così vicino alla sua stella che un costante flusso di materiale viene sottratto dalla sua atmosfera. Ma non sarà necessariamente questa la sua fine.
Attente osservazioni hanno svelato che si trova anche in un’orbita decadente e che questo decadimento sta avvenendo più velocemente di quanto si pensasse: invece che in 3,25 milioni di anni, come inizialmente stimato, il destino di WASP-12b potrebbe compiersi in 2,9 milioni di anni. Secondo gli attuali modelli di formazione planetaria, tecnicamente i Giove caldi non dovrebbero esistere. Un gigante gassoso non può formarsi così vicino ad una stella perché la gravità, la radiazione e gli intensi venti stellari dovrebbero impedire che i gas si aggreghino. Ma invece esistono e ne sono stati identificati centinaia. In qualsiasi modo si formino, i Giove caldi che sono particolarmente vicini alla loro stella sono alcuni degli esopianeti più studiati. Questo perché possono dirci molto sulle interazioni di marea tra un pianeta e una stella.

Otticamente, WASP-12b è molto scuro: assorbe il 94% di tutta la luce che arriva su di esso, rendendolo più scuro dell’asfalto. Gli astronomi credono che questo sia dovuto al fatto che l’esopianeta è molto caldo. A 2.600°C nella sua parte illuminata, le molecole di idrogeno sono scomposte in idrogeno atomico, che fa sì che l’atmosfera si comporti come una stella di piccola massa. Ma poiché è così caldo, brilla nell’infrarosso. Il team di Yee ha utilizzato lo Spitzer Space Telescope per cercare di osservare le occultazioni. Anche se hanno osservato la stella WASP 12 per 16 periodi orbitali, sono riusciti solo a trovare 4 deboli occultazioni nei dati, ma è stato comunque sufficiente. I ricercatori hanno scoperto che le occultazioni si stavano verificando più velocemente, coerentemente con un decadimento orbitale di 29 millisecondi all’anno. A questo tasso, la durata della vita del pianeta era di circa 3,25 milioni di anni, secondo i calcoli degli astronomi.
Lo studio di WASP-12b ha il potenziale di insegnarci molto sulla formazione, evoluzione e destino finale dei Giove caldi.