Non ne hanno trovata neanche una viva. Le Pinne nobilis, meglio conosciute come Nacchere di mare, stanno morendo tutte. È l’allarme lanciato dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella che, nelle scorse settimane, ha monitorato 5 siti di immersione nel Parco. Le nacchere trovate erano tutte morte. Il 100% di mortalità. Due anni fa, sempre a Punta Campanella, negli stessi siti di immersione, il 92% fu trovato morto ma almeno ne furono rinvenute diverse ancora vive, circa l’8%. Un’inesorabile e, sembra, inevitabile scomparsa.

Il monitoraggio nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, coordinato dallo staff subacqueo del Parco in collaborazione con i volontari stranieri del Project Mare, ha interessato alcuni siti rappresentativi e appositamente scelti per avere un campione statistico rilevante. Punti di immersione dislocati lungo tutta la costa, da quella sorrentina a quella amalfitana. A distanza di due anni dall’ultimo monitoraggio, i dati sono stati sconfortanti. Delle circa 70 Pinne Nobilis individuate, neanche un esemplare vivo. Tutte morte. Ed è probabile che molte altre morte non siano state trovate perché le correnti e la sedimentazione ne rendono difficile l’individuazione.
La Pinna Nobilis è stata inserita nella lista delle specie protette della Convenzione di Barcellona e della Direttiva Habitat della Commissione Europea ed è oggetto di studio nel programma di monitoraggio della Strategia Marina come “specie meritevole di attenzione”. Una specie molto importante per l’ecosistema marino classificata nella lista rossa IUCN come ” in pericolo critico di estinzione”.
