E’ da un po’ di giorni che stiamo osservando segnali dai parametri tele-connettivi e anche dalla Stratosfera, indirizzati verso possibili scenari barici sempre più meridiani per i settori europei e mediterranei. Quando parliamo di scenari barici meridiani, intendiamo una circolazione più tipicamente Nord/Sud caratterizzata da presumibili blocchi alla circolazione atlantica, quindi meno ingerenza umida oceanica e, magari, più fredda settentrionale o chissà anche continentale. Tutto questo, in un possibile quadro complessivo futuro che possa avere connotati più spiccatamente invernali. Naturalmente abbiamo già accennato che azioni invernali saranno in atto già dalle prossime ore e relativamente invernali potranno ripresentarsi nei giorni a seguire, tuttavia non su tutta Italia. Infatti, le saccature nord -atlantiche che pur, oramai con buona certezza, interesseranno il Mediterraneo centro-occidentale e anche l’Italia, non saranno connotate da aria particolarmente fredda, salvo un primo impulso un po’ più freddo nel corso delle prossime ore, ma sarà l’unico ad avere una connotazione un po’ più artica, quelli a seguire avranno una matrice essenzialmente oceanica settentrionale.
Ciò, perché continuerà a essere presente una media zonalità alle quote medio-alte atmosferiche in grado di influenzare anche la Troposfera, soprattutto verso le medie e alte latitudini euro atlantiche, e in grado, al tempo stesso, di inibire un blocco atlantico consistente e, magari, meno defilato in Oceano. L’aria che nei giorni prossimi arriverà sull’Italia, eccetto, lo ribadiamo, quella un po’ più fredda delle prossime immediate ore e per domani, ma circoscritta al Nord, sarà solo relativamente fredda per i bacini centrali del Mediterraneo, peraltro in forma limitata all’angolo settentrionale o ancor più nordoccidentale, magari certamente più fredda per la Francia e per i settori iberici più esposti al flusso Nordatlantico. Ma, allora, quando per l’Italia potrebbero aversi saccature più meridiane e, quindi, più capaci di portare aria fredda e inverno generalizzato? Intanto, evidenziamo che nei modelli deterministici che sezionano la parte bassa dell’atmosfera, ossia la Troposfera, non ci sono segnali di cambiamento quasi fino a metà mese. Però, andando a indagare nelle sezioni più alte, ossia in Stratosfera, come già anticipato, cogliamo più di qualche segnale in riferimento a una possibile crisi del Vortice Polare, allentamento delle velocità zonali e orientamento più meridiano delle figure bariche. Piuttosto indicativo in tal senso è il grafico delle velocità zonali, appena aggiornato dal modello europeo ECMWF, immagine interna, con flusso zonale che, dopo un lungo periodo di medio vigore, accuserebbe un vistoso calo proprio verso metà mese, poi ancor più nel corso della seconda decade di dicembre. Di pari passo, la bassa Stratosfera, intorno ai 15.000/16.000 m circa, inizierebbe a disegnare scenari sempre più meridiani in riferimento alla collocazione delle figure bariche, come deducibile dall’ultimo estratto tra il 15 e il 20 dicembre, immagine in evidenza. Insomma, aspettando che i modelli troposferici inizino a inquadrare un cambiamento più invernale e a più largo raggio per l’Italia, ad oggi continuiamo a cogliere indicazioni dalle alte quote atmosferiche verso un dicembre che potrebbe evolvere in gran parte instabile, via via anche più freddo per tutta l’Italia e il Mediterraneo centrale, soprattutto nella seconda parte del mese. La redazione di MeteoWeb continuerà a monitorare l’evoluzione del tempo nel medio-lungo periodo, apportando quotidiani aggiornamenti.
