Gli esperti dell’Universita’ del Max Delbruck Center for Molecular Medicine hanno fatto recentemente un’importante scoperta: secondo quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, nelle capsule del polpastrello è presente una proteina, usherin il suo nome, che potrebbe giocare un ruolo fondamentale per il senso del tatto, dell’udito e della vista. Gli esperti hanno analizzato il ruolo della proteina, coinvolta anche nei processi visivi e uditivi oltre che nel senso del tatto. “E’ un lavoro davvero sorprendente, suggerisce che una singola proteina possa essere associata a una serie di percezioni dal mondo esterno“, ha spiegato Ellen Lumpkin, neuroscienziata dell’Universita’ della California a Berkeley, non coinvolta nello studio. Questa scoperta è emersa dopo che il team di esperti ha chiesto a 13 pazienti con una forma di sindrome di Usher, che colpisce il tatto, di esprimere la sensazione tattile in diverse situazioni, valutando la capacità delle persone reclutate di percepire calore, dolore o piccole vibrazioni a 10 e 125 hertz (Hz). “Sapevamo che una mutazione del gene che codifica la proteina, USH2A puo’ provocare la sindrome di Usher, una rara malattia ereditaria che porta alla cecita’, alla sordita’ e all’incapacita’ di sentire deboli vibrazioni nella punta delle dita. Abbiamo confrontato i risultati dei pazienti con quelli di 65 volontari sani“, ha aggiunto Gary Lewin, neuroscienziato presso il Max Delbruck Center for Molecular Medicine.
La sindrome di Usher non alterava la capacità di rilevare i cambiamenti di temperatura, ma gli scienziati hanno scoperto che i partecipanti allo studio affetti dalla malattia avevano o quattro volte meno probabilita’ di rilevare le vibrazioni a 125 Hz e 1,5 volte meno probabilita’ di rilevare le vibrazioni a 10 Hz. “Abbiamo replicato l’esperimento in un gruppo di roditori con e senza il gene USH2A e abbiamo scoperto che i topi in cui USH2A era espresso potevano rilevare le vibrazioni con maggiore facilita’ rispetto a quelli senza il gene”, hanno aggiunto. “Questo lavoro rappresenta uno sforzo che amplia la nostra conoscenza sul modo in cui molecole differenziate dai neuroni una volta pensate semplicemente per supportare o proteggere le cellule nervose, svolgono un ruolo nella modellazione del nostro senso del tatto“, ha affermato Theanne Griffith, neuroscienziato presso l’Universita’ della California a Davis, non era coinvolto nello studio. “Siamo stati in grado di mostrare questi risultati ed e’ un obiettivo davvero incredibile. Abbiamo in programma ora di determinare esattamente come USH2A possa svolgere un ruolo nella rilevazione delle vibrazioni“, ha concluso Lewin.
