Il Natale 2020 sarà diverso, con tante limitazioni, lavorative, affettive, economiche e sociali: nonostante ciò, anche quest’anno la tavola imbandita tipica delle festività sarà una tentazione. Per questo motivo, Gemma Fabozzi, nutrizionista responsabile del centro B-Woman per la salute della donna di Roma, dispensa qualche consiglio per tenere un occhio puntato sulla bilancia e, più in generale, sulla salute: “Si può adottare qualche piccolo accorgimento per prendersi cura dei nostri organi, che nei prossimi giorni saranno messi a dura prova, dando loro sostegno ed energia usando gli alimenti in modo funzionale, senza dover rinunciare al piacere della convivialità in un giorno così speciale“, assicura la nutrizionista.
Prima regola, “niente digiuni”, “per arrivare in forma a Natale non ha senso eliminare i carboidrati nei giorni precedenti o addirittura digiunare. Diete troppo drastiche possono solo mettere in difficoltà i nostri organi e ridurre la velocità del metabolismo. Digiunare a pranzo il 24 dicembre, in vista della vigilia, o il 31 dicembre, in vista del veglione, non può far altro che peggiorare la situazione: si arriverà alla cena in ipoglicemia e super affamati. Occorre optare per un pranzo leggero, magari evitando pane e pasta, ma fornire la giusta energia agli organi che durante la notte dovranno lavorare molto“.
Un esempio di pranzo prima della Vigilia di Natale o Capodanno? “1 finocchio in pinzimonio, 1-2 uova al tegamino, 200 gr di cicoria lessata e ripassata in padella in aglio, olio e peperoncino“.
Un esempio di cena dopo un pranzo importante sarebbe invece: “Insalata di carciofi crudi (solo il cuore) tagliati sottilissimi e lasciati marinare olio e limone per circa 2 ore, 1 avocado in insalata con foglie di basilico olio e limone e 200 gr di cicoria ripassata in olio Evo e peperoncino messo a crudo a fine cottura“.
La nutrizionista dà poi un suggerimento per il pranzo di Natale, per scongiurare la lentezza digestiva, cefalea, pesantezza e gonfiore addominale: “Terminare il pranzo anziché con un dolce, che renderebbe ancora più difficile la digestione, con un frutto come l’ananas, dalle spiccate proprietà digestive: tagliarlo a fettine molto sottili, compresa la parte centrale che è un po’ più dura e apparentemente inutile, ma in realtà è la parte più preziosa perché ricca di bromelina, un enzima che aiuta nella digestione delle proteine, e poi condirla con dello zenzero grattugiato, qualche goccia di limone e menta fresca: questo aiuterà il fegato a lavorare meglio“, suggerisce Fabozzi.
E per quanto riguarda i dolci? “Meglio mangiarli a colazione invece che dopo un pranzo o una cena. Se invece non vogliamo fare torto a chi ce l’ha regalato e mangiarne una fetta insieme, a patto che sia artigianale, evitiamo in quel pasto di mangiare pane, pasta o frutta. Ecco un esempio di pasto con dolce: a pranzo o cena insalata misticanza con mix di semi misti (chia, lino, zucca etc.) condita olio e limone, 2 radicchi cotti al forno o alla piastra conditi con olio Evo, no al pane, si al panettone“.
Infine, un consiglio che vale indipendentemente dalle festività: “Riempite il vostro frigo di cibi come carciofi, cardi e cicoria, dalle notevoli proprietà detossificanti, diuretiche e drenanti – spiega la nutrizionista – e di finocchi, ricchi di acqua di vegetazione e fondamentali per aiutare i reni a funzionare bene e ad eliminare le tossine“. Per cucinare, l’esperta consiglia di soffriggere e friggere solo con olio extra vergine di oliva: “Sicuramente durante le feste il menu prevedrà il classico fritto. Niente paura! Nessuno dovrà rinunciarci a patto che segua le seguenti indicazioni: friggere in olio EVO, ricco di antiossidanti che aiutano il nostro corpo a eliminare le scorie. Associarlo nel pasto con verdura cruda e frutta zuccherina“.
Come sgonfiare la pancia: cosa mangiare e cosa evitare

I cibi da evitare, sono quelli inseriti nella categoria FODMAP, cioè quelli ad alta capacità fermentativa, cibi contenenti oligosaccaridi, come alcuni legumi, alcune verdure, come carciofi, broccoli, aglio, frutti come cachi e anguria e cereali frumento e segale, alcuni elementi come fruttosio come mela, pere, pesche, mango, lattosio latte e formaggi morbidi e freschi, e infine polioli, contenuti in frutta come ciliegie, susine, verdura come cavolfiori, funghi e dolcificanti (mannitolo, sorbitolo e xilitolo). Evitare anche bevande gassate e alcolici.
Esiste una vitamina, la B7, in grado di ridurre la fame nervosa, l’aria ingerita ed anche quella accumulata all’interno dell’intestino. Inoltre, consente di combattere la stitichezza e può anche essere assunta dopo cure con antibiotici che possono sconvolgere l’equilibrio dell’intestino. Oltre che pura, si può trovare anche nel lievito di birra, nella crusca, nei legumi e nelle noci. Le cure di fermenti lattici possono essere utili per ristabilire l’equilibrio dell’intestino, così come i probiotici. Inoltre, possono essere assunti qualora siano state seguite delle cure con antibiotici oppure con il cortisone.
Anche la corretta associazione dei cibi è importante per sgonfiare la pancia, un esempio pratico è quello di non combinare tra loro proteine differenti come uova e formaggio insieme, evitare inoltre la combinazione di carboidrati e proteine perché hanno tempi digestivi molto diversi, eviterete di associare riso e pasta oppure zuccheri e frutta.
Oltre alla dieta è utile bere almeno 2 litri di acqua al giorno, masticare lentamente e fare attività fisica.
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