Negli ultimi anni, il mondo dell’astronomia e dell’esplorazione spaziale si sta concentrando molto su Marte, sia alla ricerca di segni di vita, sia con l’obiettivo di creare una colonia umana sul Pianeta Rosso. Ma c’è un altro mondo che potrebbe essere più adatto rispetto a Marte: il pianeta nano Cerere, che si trova nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Gli esseri umani potrebbero un giorno abitare in un habitat attorno a Cerere grazie alla presenza di acqua e azoto, necessari per la sintetizzazione di aria, e alla vicinanza con il Sole, che consentirebbe la coltivazione di raccolti.

ESO/L.Calçada/NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/Steve Albers/N. Risinger (skysurvey.org)
Lo rivela uno studio, non ancora sottoposto a revisione, pubblicato sulla rivista ad accesso libero airXiv, condotto dagli esperti dell’Istituto meteorologico finlandese, che hanno sviluppato un piano per costruire un megasatellite in grado di ospitare la vita in orbita attorno al pianeta nano. “L’habitat avrebbe una forma discoidale – spiega Pekka Janhunen dell’Istituto meteorologico finlandese – e ospiterebbe migliaia di strutture cilindriche, ciascuna delle quali ospiterebbe piu’ di 50 mila persone”. “Elon Musk ha parlato a lungo dei piani per costruire una colonia su Marte – afferma Janhunen – dall’invio di astronavi fino alla costruzione di una costellazione di satelliti Starlink per assicurare la connessione internet e un piano abitativo con cupole di vetro. Ma il Pianeta rosso nasconde una serie di pericoli, mentre un satellite orbitante attorno a Cerere potrebbe essere piu’ sicuro”.
L’esperto aggiunge che gli insediamenti orbitanti possono fornire gravita’ artificiale e ospitare milioni di persone senza esporre le persone agli ambienti difficili di mondi lontani. “Cerere rappresenterebbe il corpo di origine da cui verrebbero estratti i materiali di costruzione – osserva l’autore – orbitare attorno al pianeta nano consentirebbe la vicinanza con la fonte principale di materie prime, il che assicurerebbe la velocita’ di spostamento dei materiali”. Il ricercatore ipotizza la costruzione di un ascensore spaziale lungo circa 1.024 chilometri per collegare le due realta’ e trasportare velocemente i materiali al megasatellite.
