Nel 2021, ovviamente, il protagonista indiscusso continua ad essere il coronavirus. La popolazione mondiale è però stanca e va ogni giorno alla ricerca di qualcosa di nuovo, divertente, originale, che possa oscurare anche solo per qualche ora il Covid e regalare una parentesi di leggerezza e spensieratezza. Ci ha pensato Juliana Notari a distrarre il mondo intero dalla pandemia: come? Realizzando una gigantesca scultura a forma di vagina: alta 33 metri, larga 16 e profonda 6, la scultura spicca su una collina dello Stato di Pernambuco, in Brasile. L’artista ha svelato al mondo intero la sua opera con un post sui profili social, a seguito del quale in tantissimi hanno mostrato sdegno, soprattutto i sostenitori di Bolsonaro.
Il post social di Juliana Notari
Sui social Juliana ha raccontato la sua opera: “Tra tante rocce nel mezzo di questo anno distopico, finalmente concludo l’anno con il lavoro Diva pronto !! È stato un processo lungo, quasi 11 mesi di tenacia, convivenza e apprendimento. Diva dopotutto è una grande scultura fatta a mano. Come dimostrato dall’ingegnere Roberto che si è occupato dei lavori (e che ha messo le mani!), Non era possibile utilizzare un escavatore, perché non avrebbe permesso di scolpire con precisione i rilievi di cui aveva bisogno. Quindi sono servite più di 40 mani per far nascere Diva, più di venti uomini che lavoravano in uno sforzo erculeo sotto il sole alto, tra tanta musica e scherzi. Diva è una Land art, un enorme scavo a forma di vulva / ferita di 33 metri di altezza, 16 metri di larghezza e 6 metri di profondità, ricoperto di cemento armato e resina. In “Diva”, uso l’arte per dialogare con domande che si riferiscono alla problematizzazione del genere da una prospettiva femminile combinata con una visione del mondo che mette in discussione il rapporto tra natura e cultura nella nostra società fallocentrica e antropocentrica occidentale. Questi problemi stanno diventando sempre più urgenti. Dopotutto, sarà cambiando la prospettiva della nostra relazione tra umani e tra umani e non umani, che ci consentirà di vivere più a lungo su questo pianeta e in una società meno disuguale e catastrofica“.
La scultura
La gigante vagina è stata realizzata sul terreno di un ex zuccherificio per “mettere in discussione il rapporto tra natura e cultura nella nostra società occidentale fallocentrica e antropocentrica. Problemi che sono diventati sempre più urgenti”, ha spiegato l’artista. Una vagina che si staglia come una ferita per denunciare la violenza sulla natura e rivendicare la causa femminista.
