Negli anni ’20, un architetto tedesco iniziò a sostenere un folle progetto per il Mediterraneo, che era stato preso in considerazione da capi di stato e persino dalle Nazioni Unite. Il progetto Atlantropa era il frutto della mente di Herman Sörgel e prevedeva il parziale prosciugamento del Mediterraneo e la creazione di un supercontinente euroafricano. Sörgel, che promosse instancabilmente il suo progetto fino alla sua morte nel 1952, era convinto che una nuova guerra mondiale avrebbe potuto essere evitata solo se fosse stata trovata una soluzione radicale ai problemi europei di disoccupazione, sovrappopolamento e imminente crisi energetica. Con la sua esperienza della I Guerra Mondiale e le agitazioni politiche degli anni ’20 ma soprattutto con la sua poca fiducia nella politica, Sörgel si affidò alla tecnologia.

Anche se oggi la proposta di Sörgel potrebbe suonare assurda, era stata presa seriamente in considerazione da architetti, ingegneri, politici e giornalisti dell’epoca. L’ampio archivio di Atlantropa nel Deutsche Museum a Monaco mostra i dettagli di progetti di nuove città, delle dighe e dei ponti del futuro continente, così come lettere di sostegno e centinaia di articoli sul progetto.
Fidandosi della popolazione europea e del suo desiderio di pace, Sörgel dedicò una grande parte del suo lavoro alla promozione del progetto attraverso la stampa, programmi radio, film, talk, mostre, sperando che il supporto popolare lo avrebbe aiutato ad ottenere il sostegno dei politici. Sorprendentemente, agli occhi dei suoi contemporanei, la collaborazione tra nazioni richiesta per il progetto è sempre apparsa più utopica delle vaste dimensioni tecnologiche di Atlantropa.