L’ambiente diventa (o torna) protagonista della scena: con il via libera di Mario Draghi a un Ministero per la transizione ecologica, sembra delinearsi l’ipotesi di un accorpamento tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo economico, con conseguente ridefinizione di poltrone, competenze e priorità, spostamento di dirigenti, riassegnazione di fondi.
La svolta nella trattativa tra il premier e i 5 Stelle colmerebbe il gap sulle politiche ambientali che separa l’Italia dai Paesi europei più avanzati.
“Il progetto punta a sostenere l’ambiente, come il M5S ha sempre fatto, e ad integrare la difesa della nostra terra con le opportunità di sviluppo e di crescita economica,” ha spiegato il Ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio.
Ministero per la transizione ecologica, come potrebbe essere

Una delle ipotesi è quella di un “potenziamento” del Ministero dell’Ambiente, mettendolo in primo piano nella gestione dei fondi del Recovery fund con nuove competenze, ad esempio nell’energia e con una maggiore assegnazione di fondi.
L’Italia colma il gap con l’Europa
La soluzione avvicinerebbe l’Italia al modello europeo: in Francia il Ministero della transizione ecologica accorpa Trasporti e Infrastrutture, così come l’energia; in Spagna lo stesso Ministero si occupa anche delle politiche energetiche; in Svizzera, esiste un unico Dipartimento federale che gestisce ambiente, trasporti, energia e comunicazioni (quindi ambiente, sviluppo economico, trasporti).
Un nuovo approccio all’ambiente
Draghi sta mostrando un approccio completamente nuovo sul tema ambientale, normalmente trascurato quando la politica stabilisce nomine e stanzia fondi: Ivan Novelli, presidente di Greenpeace Italia, lo ha definito “un approccio in tutt’altra direzione“.
Un dipartimento per la transizione ecologica esiste già
Va sottolineato infine che nel governo esiste già un dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi: opera all’interno del Ministero per l’Ambiente ed è guidato da Mariano Grillo. Il dipartimento “cura le competenze del Ministero in materia di economia circolare, contrasto ai cambiamenti climatici, efficientemente energetico, miglioramento della qualità dell’aria e sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale ambientale, valutazione e autorizzazione ambientale e di risanamento ambientale“.
