Dopo un inarrestabile anticiclone che probabilmente ci terrà compagnia ancora per circa una decina di giorni, le previsioni meteo sul lungo periodo, computano un deciso cambiamento del tempo. Va precisato che, in questa fase stagionale, la performance modellistica oltre i 6/7 giorni è piuttosto aleatoria, poiché, a grande scala, iniziano a esservi manovre di cambio stagionale, con maggiore dinamismo atmosferico, per cui i modelli fanno fatica a simulare scenari a una certa distanza. Tuttavia, da diversi giorni e ancora dagli ultimi aggiornamenti, si intravede, via via, una progressiva crisi dell’alta pressione a opera, da una parte, della confluenza verso i settori centro-settentrionali europei di aria più fredda proveniente dall’articolo baltico-russo e, dall’altra, e questa forse ancora più incisiva, per flussi instabili atlantici o nordatlantici sempre più penetranti verso i settori centro-occidentali europei e anche verso il nostro bacino.
Insomma, potrebbe compiersi una manovra a tenaglie di attacco all’alta pressione piuttosto sincronizzata, al punto che essa sarebbe costretta a cedere importanti spazi ai flussi instabili. Ribadiamo che ancora non è molto chiaro quali possano essere le correnti portanti prevalenti, se a componente più fredda settentrionale o magari una via di mezzo tra aria relativamente fredda e altra più umida oceanica. I modelli sembrano abbastanza delineati per un attacco di matrice nordoccidentale in direzione del nostro bacino, quindi con buona probabilità con arrivo di perturbazioni provenienti da Regno Unito, Francia, Europa centrale, magari confluenti in una moderata falla barica che andrebbe aprendosi prossimamente in corrispondenza del Mediterraneo occidentale. Il tutto dovrebbe prendere piede soprattutto nel corso della seconda settimana di marzo, magari con qualche manovra apripista anche prima, tuttavia il periodo maggiormente indicato per possibile arrivo di perturbazioni e piogge sull’Italia dovrebbe andare dal 7 al 15 del mese. In presenza di una circolazione presumibilmente occidentale o nord-occidentale, le regioni maggiormente esposte sarebbero quelle settentrionali e diffusamente quelle tirreniche, quindi le aree a Ovest della linea bianca evidenziata nell’immagine precipitazioni interna. Su questi settori, potrebbero avere luogo le precipitazioni più ricorrenti e anche più intense. Altrove i fenomeni potrebbero essere più irregolari, seppure diffusamente presenti. Naturalmente in questo contesto le previsioni meteo computerebbero anche il ritorno di nevicate innanzitutto sui settori alpini, ma anche su quelli appenninici a quote medie, ma non sarebbero escluse anche comparse a quote medio-basse. Sarebbe da computare anche un calo termico, ma l’entità andrebbe valutata via via con dati più ravvicinati. La redazione di MeteoWeb continuerà a monitorare l’evoluzione del tempo nel medio-lungo periodo apportando periodici aggiornamenti.
