E’ ancora provvisorio il bilancio del disastro causato in India dal cedimento di parte di un ghiacciaio himalayano, il Nanda Devi, con la conseguente l’improvvisa esondazione di due fiumi, l’Alaknanda e il Dhauliganga: al momento sono 26 i morti accertati e almeno 170 i dispersi. Nella zona sono stati inviati centinaia di militari, paramilitari ed elicotteri dell’esercito.
La calamità si è verificata ieri, nel distretto di Chamoli, nello Stato di Uttarakhand: uno “tsunami” di acqua, fango e detriti ha travolto una diga e obbligato all’evacuazione di alcuni villaggi.
I soccorsi si stanno in queste ore concentrando sulla ricerca degli operai di 2 centrali elettriche in costruzione travolte dalla frana: le operazioni sono state interrotte nella notte ma sono riprese all’alba. E’ in atto una corsa contro il tempo per cercare di salvare una trentina di persone intrappolate in un tunnel in costruzione vicino a una delle centrali. Secondo le autorità locali, sono già stati spostati 90 metri di detriti ma ne restano altri 100 da scavare per poter raggiungere gli operai intrappolati.

