Grande vittoria ambientale in Lombardia: spento l’inceneritore di Sesto San Giovanni, al suo posto una ‘biopiattaforma’

Dopo quasi quarant'anni in funzione è stato spento definitivamente l'inceneritore di Sesto San Giovanni: al suo posto sorgerà una biopiattaforma

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E’ stato spento definitivamente in mattinata l’inceneritore di Core (Consorzio Recupero Energetici) di Sesto San Giovanni. L’impianto, costruito negli anni ’80, verra’ ora demolito per procedere alla realizzazione della ‘Biopiattaforma‘, un innovativo impianto green carbon neutral, i cui lavori inizieranno ad aprile. A realizzare i lavori, il Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Citta’ metropolitana di Milano, che nel febbraio scorso ha acquistato la maggioranza del capitale azionario di Core dai comuni soci. Presenti alla cerimonia, oltre ai vertici del Gruppo Cap, l’assessore lombardo all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo e Riccardo Pase, presidente Commissione Ambiente di Regione Lombardia. “Questo impianto segna una svolta – afferma Cattaneo – e conferma che il passaggio verso l’economia circolare ha bisogno dell’innovazione, della tecnologia e delle imprese. L’economia circolare non e’ uno slogan, ma una realta’: si fa con impianti innovativi come questo. Spegniamo un vecchio termovalorizzatore, uno dei piu’ piccoli e meno efficienti per i rifiuti urbani, e accendiamo un nuovo percorso”.

“Economia circolare fa rima con impianti da realizzare e questo innovativo polo e’ la dimostrazione che si puo’ partire da asset esistenti, da ripensare da zero, investendo in tecnologie sostenibili e avanzate per ridurre l’impatto ambientale e avere benefici economici per la cittadinanza sia nella bolletta dell’acqua che dei rifiuti” afferma Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Biopiattaforma sara’ un polo di economia circolare a 0 emissioni di Co2 di origine fossile, capace di coniugare in un unico impianto un termovalorizzatore e un depuratore per convertire i fanghi di depurazione in energia pulita e bio-fertilizzanti, e trasformare la frazione umida organica in biometano, combustibile green che riduce le emissioni di anidride carbonica del 97%. Un progetto di simbiosi industriale unico nel Paese, progettato sin dall’inizio attraverso il percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e associazioni locali. Si tratta del primo impianto di termovalorizzazione autorizzato in Italia da quasi 10 anni a questa parte, che prevede un investimento di 47 milioni di euro.