Uno sbadiglio intenso o un risveglio inatteso: ecco l’articolazione della mandibola che fa “click”. È uno degli effetti più frequenti dei problemi temporo-mandibolari, acuiti dall’attuale situazione di lockdown e incertezza. Questi dolori e le relative patologie che ne conseguono devono essere monitorate dagli specialisti del settore, i dentisti, figure note a tutti. In pochi però sanno chi sia uno gnatologo, lo specialista odontoiatra che, in team con i chirurghi maxillo-facciali e altre figure professionali, permette di risolvere i problemi temporo-mandibolari dell’area testa-collo.

“In ambito muscolo-scheletrico, dopo i dolori lombari, i disordini temporo-mandibolari rappresentano la seconda causa di dolore muscolo-scheletrico che colpisce gli italiani – evidenzia il Prof. Carlo Di Paolo, Presidente AIGeDO e Professore Associato Università “La Sapienza” di Roma – Le percentuali sono in costante aumento e si stima che circa il 10% della popolazione adulta presenti un dolore in quest’area. Questi disturbi amplificano altri problemi come cefalea, mal di collo o altri dolori muscolo-scheletrici, provocando gravi sofferenze nei pazienti. Per questo si deve intervenire in maniera precoce e risolutiva. Sono colpite trasversalmente tutte le età ed è interessata prevalentemente la popolazione femminile. Anche i bambini e gli adolescenti sono coinvolti, anche se per loro la sintomatologia non sempre viene evidenziata precocemente perché presentano maggiori difficoltà nella diagnosi. Questi dolori causano disagi in ambito sociale e nell’attività scolastica e lavorativa, viste le difficoltà che si provano a parlare, masticare, deglutire, sorridere”.
DISTURBI E PATOLOGIE TEMPORO-MANDIBOLARI: LE POSSIBILI SOLUZIONI ILLUSTRATE IN UN WEBINAR – Al tema dei disturbi temporo-mandibolari e alle possibili soluzioni è dedicato il webinar dell’Associazione Italiana Gnatologia e Dolore Oro-facciale “Terapia Chirurgica dell’Articolazione Temporo-Mandibolare e Artrocentesi” che si tiene lunedì 22 Marzo dalle 18.30 alle 20 con la relazione del Prof. Cascone. È uno dei tanti appuntamenti di formazione e approfondimento promossi dalla AIGeDO – Associazione Italiana Gnatologia e Dolore Oro-Facciale attraverso interventi e contributi che vertono sulla classificazione e sulle diagnosi delle patologie chirurgiche dell’articolazione temporo-mandibolare. Questi disturbi rappresentano un gruppo di condizioni muscolo-scheletriche e neuromuscolari che coinvolgono l’articolazione temporo-mandibolare, ossia i muscoli masticatori e tutte le strutture associate.
“L’approccio a questo tipo di problemi deve essere necessariamente multidisciplinare a partire dalla diagnosi e dalla valutazione di ogni singolo sintomo come il dolore e l’impedimento funzionale nei movimenti della bocca – evidenzia il Prof. Carlo Di Paolo – Queste valutazioni permettono allo specialista odontoiatra di orientarsi su un intervento conservativo o chirurgico. Negli Stati Uniti in questo ambito sono investiti ogni anno oltre 4 miliardi di dollari per rispondere ai due terzi dei pazienti: dati che permettono di comprendere l’impegno necessario. Per risolvere al 100% tutte le problematiche si deve far ricorso anche alla chirurgia, che è un’attività integrativa a quella riabilitativa”.
“Per aprire e chiudere la bocca ogni individuo attiva molte strutture quali ad esempio la mandibola, le articolazioni, i denti, i muscoli e la giunzione cranio-vertebrale – spiega il Prof. Cascone –. Il nostro organismo sopperisce automaticamente a eventuali disfunzioni: se una di queste strutture non funziona, le altre si adattano e compensano. Se però la capacità di compensazione viene meno si favoriscono le patologie articolari, da cui si innescano varie disfunzioni, dalla mandibola che va in una posizione errata alla comparsa di cefalee irrisolvibili. L’intervento chirurgico si rende necessario quando esiste all’interno dell’articolazione temporo-mandibolare un danno strutturale che produca impedimenti biomeccanici e dolore localizzato sia all’articolazione temporo-mandibolare che riferito a livello cervico-brachiale. L’intervento consiste essenzialmente nel recuperare le strutture articolari rovinate riposizionando il disco articolare e ricostruendo i legamenti e, come in ortopedia, si associano artroscopia e lavaggi articolari. Queste procedure sono molto simili agli interventi sul ginocchio effettuati dagli ortopedici anche se le strutture dell’articolazione temporo-mandibolare sono molto più piccole”.
