L’enorme nave container Ever Given è ancora incagliata nel canale di Suez e con oggi sono già cinque giorni consecutivi di blocco del fondamentale passaggio navale. Le autorità intanto stanno per mettere in atto nuovi tentativi per liberarla e riaprire una delle vie d’acqua più importanti per il trasporto globale. Sono in corso piani per pompare l’acqua dagli spazi interni della nave, e altri due rimorchiatori dovrebbero arrivare entro domenica per unirsi ad altri che stanno già cercando di spostare l’enorme nave. Un funzionario dell’Autorità del Canale ha riferito che oggi si cercherà di fare almeno due tentativi per liberarla, quando l’alta marea scenderà.
Secondo quanto si apprende dai dati satellitari, prevedendo lunghi ritardi, i proprietari della nave bloccata hanno deviato una nave sorella, la Ever Greet, sulla circumnavigazione dell’Africa. Una scelta fatta anche per altre navi. Il vettore di gas naturale liquido Pan Americas ha cambiato rotta nel mezzo dell’Atlantico, puntando ora a sud per girare intorno al capo Sud dell’Africa.
La Ever Given, nave battente bandiera di Panama che trasporta merci tra l’Asia e l’Europa, si è arenata martedì nello stretto canale che corre tra l’Africa e la penisola del Sinai. Si è bloccata in un tratto a corsia unica del canale, circa sei chilometri (3,7 miglia) a nord dell’ingresso meridionale, vicino alla città di Suez. Bernhard Schulte Shipmanagement, il responsabile tecnico della Ever Given, ha detto che ieri è fallito il tentativo di liberarla. Almeno 10 rimorchiatori sono stati impiegati per aiutare a riportare a galla la nave, secondo la società giapponese Shoei Kisen KK, che possiede la nave container. Il presidente della Shoei Kisen, Yukito Higaki, durante una conferenza stampa presso la sede della società a Imabari, nel Giappone occidentale, ha fatto sapere che 10 rimorchiatori sono stati dispiegati e gli operai stavano dragando le rive e il fondo del mare vicino alla prua della nave per cercare di rimetterla a galla. Hoei Kisen ha dichiarato che l’azienda sta considerando la rimozione dei container per alleggerire la nave, se gli sforzi per il refloating dovessero fallire, ma sarebbe un’operazione difficile. Anche la Casa Bianca si è offerta di aiutare l’Egitto a riaprire il canale: “Abbiamo attrezzature e capacità che la maggior parte dei paesi non ha e stiamo vedendo cosa possiamo fare e quale aiuto possiamo essere”, ha riferito il presidente Joe Biden ai giornalisti.
Dato il blocco che prosegue ormai da giorni, però, l’ingorgo marittimo è aumentato e ora sono circa 280 le navi fuori dal canale di Suez, secondo il fornitore di servizi del canale Leth Agencies. Alcune hanno iniziato a cambiare rotta e decine sono ancora in viaggio verso il canale, secondo la società di dati Refinitiv. Una chiusura prolungata della via d’acqua causerebbe ritardi nella catena globale delle spedizioni. Circa il 10% del commercio mondiale scorre attraverso il canale, particolarmente cruciale per il trasporto del petrolio. La chiusura potrebbe influenzare le spedizioni di petrolio e gas verso l’Europa dal Medio Oriente.
