Canale di Suez, liberate le eliche e il timone della nave Ever Given: si ritenta il disincaglio [FOTO]

Libere eliche e timone della Ever Given: l’enorme portacontainer potrà usare la sua forza propulsiva per cercare di sbloccarsi
Credit: MAXAR Technologies
Foto di Khaled Elfiqi / Ansa
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Continuano senza sosta i lavori per liberare la gigantesca portacontainer Ever Given, che da martedì 23 blocca il Canale di Suez. La rimozione di circa 20.000 tonnellate di detriti ha consentito di liberare eliche e timone (vedi foto della gallery scorrevole in alto). In questo modo, oggi alle 14 locali, la stessa nave parteciperà con le sue eliche gli sforzi di un nuovo tentativo di disincaglio, dopo quelli infruttuosi compiuti nei giorni scorsi. “Timone ed eliche sono perfettamente funzionanti e dovrebbero assicurare ulteriore forza propulsiva – spiega la società armatrice Evergreen – così da rimuovere la nave dal sito e far ripartire il normale traffico nel canale“.

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ordinato all’Autorità che gestisce il Canale di Suez di prepararsi a scaricare i container trasportati dalla Ever Given se dovessero fallire anche gli ultimi tentativi per disincagliare il cargo. Lo ha dichiarato Osama Rabie, a capo dell’Autorità del Canale di Suez, citato dai media egiziani.

rimorchiatori impegnati nei tentativi di sblocco sono saliti a 14. Altri due sono arrivati stamani: si tratta dell’italiano Carlo Magno e dell’olandese Guard. I rimorchiatori, ha spiegato la Bernhard Schulte Shipmanagement che gestisce l’Ever Given, spingeranno la nave mentre le draghe continuano ad aspirare la sabbia e il fango incrostato da sotto l’imbarcazione.

Le condizioni meteo avverse, il vento forte, la tempesta di sabbia, “non sono stati i motivi principali dell’incidente che ha coinvolto la Ever Given” lo scorso martedì, ha confermato Rabie, non escludendo che “un errore tecnico o umano possa aver contribuito all’incaglio” del gigantesco portacontainer. Il successo dell’intera operazione dipenderà da diversi fattori, “tra cui la direzione del vento e la marea” che rendono il tutto “un’operazione tecnica complessa“, ha aggiunto Rabie.

Intanto sono salite a oltre 320 le navi bloccate nel passaggio e alcune compagnie, in particolare Shell e Cheniere, hanno già deciso di dirottare le loro petroliere sulla rotta a Sud (che implica molti giorni di navigazione e costi supplementari). Il traffico attraverso il canale, valutato oltre 9 miliardi di dollari al giorno, è stato interrotto dall’incidente dell’Ever Given occorso martedì 23 marzo, interrompendo ulteriormente una rete di navigazione globale già messa a dura prova dalla pandemia di coronavirus.