L’inverno 2020/2021 è stato uno dei più caldi della storia recente in Italia: con un’anomalia nazionale di +1,08°C rispetto alle medie del trentennio 1981-2010, si classifica all’8° posto tra gli inverni più caldi da quando esiste la serie storica, e cioè dal 1800 ad oggi. Soltanto 7 inverni, quindi, sono stati più caldi di questo in Italia negli ultimi 221 anni.
L’inverno più caldo di sempre rimane quello del 2007, quando la media delle temperature del trimestre invernale (dicembre-gennaio-febbraio) è stata di +2,13°C superiore rispetto alla media storica. Il più freddo, invece, quello del 1830 con un’anomalia di -5,37°C rispetto alla media storica.
Il dato è stato documentato dall’ISAC (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima) del Cnr: nella mappa a corredo dell’articolo possiamo notare come soltanto sulle Alpi, in Valle d’Aosta, nell’alto Piemonte e in Trentino Alto Adige, il clima dell’inverno sia stato in linea con le medie del periodo o addirittura più freddo nelle estremità settentrionali del nostro Paese, al confine con Svizzera e Austria. In tutto il resto d’Italia è stato un inverno particolarmente mite, con un’anomalia molto importante nel mese di Febbraio (+2,22°C dalla media) quando l’Anticiclone ha dominato lo scenario meteorologico su tutto il Mediterraneo centro-occidentale.
Al Nord l’inverno è stato particolarmente nevoso su Alpi e Appennino settentrionale nella prima fase della stagione, ma al Sud ci sono state due sole ondate di freddo, quella di metà febbraio molto intensa con abbondanti nevicate fin sulle coste di Puglia, Calabria e Sicilia, e quella dei giorni scoris, dopo metà marzo, il “colpo di coda” dell’inverno. Per il resto nel meridione è stata una stagione eccezionalmente mite e secca, senza precipitazioni degne di nota per tutto il trimestre invernale (dicembre-gennaio-febbraio), anche se marzo ha visto poi invertire la tendenza pluviometrica con un ritorno del maltempo e di piogge abbondanti nelle Regioni del Sud Italia.

