Etna, “Il governo stimi i troppi danni alle colture, tonnellate di verdure e ortaggi invendibili” [FOTO]

Cenere e lapilli 'piovuti' dall'Etna hanno causato una serie di danni alle culture che inficeranno la vendita di tonnellate di verdure e ortaggi
Figura 12 – Il piccolo abitato di Fornazzo, sul versante orientale dell’Etna, dopo l’intensa ricaduta di materiale piroclastico, nel tardo pomeriggio del 7 marzo 2021. Nota bene la mascherina, simbolo di questi tempi, buttata a terra a simboleggiare anche l’incuria dell’uomo, in (a). L’immagine in (b) mostra gli accumuli laterali di materiale piroclastico dopo la pulizia provvisoria della strada principale di Fornazzo. Foto di Boris Behncke, INGV.
Danni provocati dal sisma di Santo Stefano (2018) a Fleri (Zafferana Etnea). La cenere e i lapilli che ricoprono il marciapiede sono i prodotti di ricaduta al suolo dei numerosi parossismi eruttivi accaduti all'Etna dal 16 febbraio 2021 in poi
Riposto
Ricaduta cenere vulcanica su Pedara. Foto Alfio Squadrito

La deputata del gruppo Misto Simona Suriano ha presentato una interpellanza al ministro delle Politiche Agricole e al ministro dell’Economia per chiedere una veloce stima dei danni causati dalla cenere dell’Etna per quanto concerne il settore agricolo e florovivaistico. “Le continue eruzioni del vulcano – dice Suriano – hanno comportato gravi difficolta’ per quanto concerne il settore agricolo e florovivaistico. La cenere ha letteralmente invaso le colture: basti pensare che soltanto il 7 marzo si stima siano caduti 678 mila metri cubi di cenere”. “Coldiretti Sicilia ha reso noto che nei campi coltivati tonnellate di verdure e ortaggi sono ad oggi invendibili e che suscitano forti preoccupazioni le polveri nere che macchiano e bloccano la maturazione dei frutti”. La Regione Siciliana ha dichiarato lo stato di emergenza – concluse – ma serve immediato riscontro: per questa ragione ho chiesto al Governo se siano stati inviati gli ispettori per verificare la situazione reale e quantificare i danni e se non si ritenga di proclamare lo stato di emergenza nazionale per aiutare gli enti locali a ripristinare le condizioni di normalita’ e aiutare economicamente la popolazione colpita dall’eruzione dell’Etna”.