Viviana Parisi e il piccolo Gioele, scomparsi il 3 agosto 2020, e ritrovati morti nelle campagne del Messinese, sarebbero stati uccisi altrove e poi trasportati nei luoghi del ritrovamento.
“Da quanto precedentemente acquisito e valutato e da quello che abbiamo constatato, appare evidente che tutto si oppone allo scenario “omicidio-suicidio” e ci fa ritenere che ci sia stata una duplice opera di depistaggio da parte di una combinazione criminale: 1) il trasporto del corpo di Viviana sotto il traliccio per inscenare un suicidio; 2) l’occultamento del corpicino di Gioele per poi dare il via alla macabra messinscena col trasporto postumo. Naturalmente, tutto ciò implica fortissima motivazione personale e psicologica, ottima padronanza dei luoghi e territorialità, libertà di movimento e organizzazione“: è quanto ha affermato Carmelo Lavorino, consulente della famiglia di Viviana Parisi, la dj 43enne trovata morta con il figlio Gioele nelle campagne di Caronia lo scorso agosto. Ieri, ha spiegato il criminologo e analista della scena del crimine, “abbiamo finalmente visionato, fotografato e filmato ciò che resta di Viviana Parisi e del piccolo Gioele Mondello. Eravamo il medico legale Antonio Della Valle, le dottoresse Angelica Zenato e Nicolina Palamone e il sottoscritto. Ovviamente erano presenti i due medici legali consulenti della Procura di Patti d.sse Sapienza e Ventura ed esperti della Polizia Scientifica,” mentre oggi era in programma un sopralluogo sui luoghi del rinvenimento dei corpi. “Attendiamo che la Procura ci faccia avere tutti i documenti, i filmati e le foto a colori che abbiamo richiesto tramite gli avvocati Claudio Mondello e Pietro Venuti,” ha concluso Lavorino.
“Viviana è stata ammazzata, e qualcuno poi ha cercato di mettere gli inquirenti su una strada sbagliata”

“Abbiamo effettuato un sopralluogo questa mattina nelle campagne di Caronia dove sono stati ritrovati i corpi di Viviana Parisi e di suo figlio il piccolo Gioele, e, dopo aver fatto anche ieri una nuova ispezione esterna sui cadaveri, siamo sempre più convinti che la donna non si sia uccisa, ma sia stata ammazzata da qualcuno che poi ha messo in atto una messinscena, spostando il suo corpo sotto il traliccio per creare un depistaggio,” ha ribadito all’ANSA il criminologo Carmelo Lavorino, consulente dei legali di Daniele Mondello, padre di Gioele e marito di Viviana. Stamani Lavorino insieme ad altri consulenti della famiglia il medico legale Antonio Della Valle, le anatomopatologhe Angelica Zenato e Nicolina Palomone, e l’esperto in sicurezza Tony Carbone si sono recati dove sono stati ritrovati i corpi della donna e del bimbo. “Queste convinzioni – ha proseguito Lavorino – ci vengono dal fatto che non ci sono prove o impronte di Viviana sul traliccio, il corpo è posizionato non in modo conforme con una caduta dall’alto e inoltre ad una distanza inusuale. Inoltre, per come è stato realizzato il traliccio, e visto che era incandescente ad agosto, sarebbe stato impossibile per chiunque arrampicarsi sopra. Infine, il luogo era raggiungibile in auto e non a piedi per la presenza di rovi e per la mancanza di sentieri agibili, dunque è probabile che qualcuno abbia ucciso prima la donna e poi l’abbia portata qui per simulare il suicidio“. “Certezze che ci sono state confermate dopo l’esame esterno del corpo di Viviana e dei resti del piccolo. Il corpo della donna aveva la frattura di 2 vertebre della colonna vertebrale e della testa del femore. La morte si deve attribuire a lesioni da precipitazione, presumibilmente ad una caduta, ma non dal traliccio. Aspetteremo comunque il deposito delle ultime consulenze dei periti della Procura poi faremo le nostre contro deduzioni, siamo certi, per noi Viviana è stata ammazzata, e qualcuno poi ha cercato di mettere gli inquirenti su una strada sbagliata trascinando il corpo sotto il traliccio“.