Oltre 1.700 terremoti sono stati registrati nella Penisola di Reykjanes, nell’Islanda sudoccidentale, dalla mezzanotte, alcuni dei quali sono stati di magnitudo superiore a 3. Il più forte ha avuto magnitudo 4.6 e si è verificato alle 9:53 (ora italiana) di stamattina. Come prima, l’attività magmatica è centrata intorno al vulcano Fagradalsfjall, a sud-ovest del Monte Keilir, comunica l’Ufficio Meteorologico Islandese (IMO). Ieri, 10 marzo, sono stati registrati 2.500 terremoti nella Penisola di Reykjanes, 40 dei quali hanno avuto magnitudo superiore a 3 (il più forte di magnitudo 5.1).

- l’intrusione di magma si sta espandendo con il flusso magmatico più attivo centrato nel suo settore meridionale. Rimane la possibilità di un’eruzione vulcanica, poiché il magma sta ancora fluendo. Con l’attività in corso, la probabilità di un’eruzione aumenta di giorno in giorno. È considerato molto improbabile che la lava di una possibile eruzione raggiunga aree abitate.
- È importante seguire l’attività nell’area meridionale del vulcano Fagradalsfjall per valutare se l’intrusione di magma si sta espandendo verso sud.
- Le ultime immagini satellitari e i dati GPS dimostrano che l’accumulo di magma è concentrato nell’estremità meridionale dell’intrusione di magma al di sotto del vulcano Fagradalsfjall. Attualmente, questo è il sito più probabile per una possibile eruzione.
- Se l’intrusione magmatica continua ad espandersi e ad aumentare lo stress nell’area, si prevede che nelle aree abitate possa essere avvertita la continua attività sismica.
Una possibile eruzione potrebbe iniziare senza forti segnali precursori
Al momento, i possibili scenari delineati dal Consiglio Scientifico per la Protezione Civile sono:
- l’attività sismica diminuirà nei prossimi giorni/settimane.
- L’attività sismica aumenterà e includerà terremoti più grandi fino alla magnitudo 6 vicino al vulcano Fagradalsfjall.
- Potrebbe verificarsi un terremoto di magnitudo fino a 6.5, la cui fonte sarebbero le montagne Brennisteinsfjöll.
- L’intrusione di magma potrebbe continuare vicino al vulcano Fagradalsfjall con una delle due conseguenze: l’attività dell’intrusione di magna potrebbe diminuire e il magma solidificare oppure potrebbe verificarsi un’eruzione effusiva, in cui la lava scorre costantemente al suolo, creando un flusso di lava che molto probabilmente non sarebbe una minaccia per le aree abitate.
