Il museo astronomico di Brera riapre i battenti dopo un anno di chiusura

A un anno dalla chiusura, il Museo astronomico di Brera riapre i battenti – per ora solo in modalità digitale – con un rinnovato allestimento reso possibile dal contributo della Regione Lombardia

Venerdì prossimo, 5 marzo 2021, il Museo astronomico di Brera (MusAB) riapre i battenti – seppur solo virtualmente, in modalità online – per celebrare il silenzioso lavoro delle astronome e degli astronomi, riporta un articolo pubblicato su Media INAF.

«Ricordare il nostro passato dà spessore alle ricerche di punta che facciamo oggi», dice Roberto Della Ceca, attuale direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera, «e siamo molto soddisfatti di essere riusciti a rinnovare e valorizzare il museo con una disposizione del materiale che dovrebbe essere più fruibile e coinvolgente per il grande pubblico. Se poi l’esposizione degli strumenti utilizzati dai grandi astronomi di Brera del passato, sulle cui spalle ci ergiamo noi oggi, è unita a considerazioni di carattere generale sul metodo scientifico – osservare, scoprire, misurare, rappresentare – ciò non può che essere di grandissima valenza sociale, soprattutto per le nuove generazioni, che rappresentano il nostro futuro, e che sono sempre più bombardate da notizie anti-scientifiche».

Nato nel 2015 come museo dell’Istituto nazionale di astrofisica e riconosciuto dalla Regione Lombardia come collezione museale, il MusAB e? una straordinaria collezione di strumenti utilizzati dal personale dell’Osservatorio astronomico di Brera nel corso di 250 anni di storia. Dal 2015 il MusAB opera in sinergia con l’Universita? di Milano ed e? al momento gestito e curato dal personale dell’Osservatorio, con il rilevante contributo, fin dalle fasi iniziali, del suo Public Outreach and Education Office.

Oggi, grazie a un finanziamento della Regione Lombardia, nell’ambito di un’iniziativa volta al miglioramento dei luoghi della cultura, il MusAB ha l’ambizione di rispondere alla domanda: cosa fanno gli astronomi? “Osservare, scoprire, misurare, rappresentare, sono queste le operazioni che compiono gli astronomi; noi cercheremo di illustrarle con l’aiuto degli antichi strumenti della Specola di Brera.” Cosi? si legge nella rinnovata pannellistica del Museo, curata da Elena Spadoni e Laura Barbalini, mentre il telescopio Gualtieri, il magnetometro, Boscovich e Napoleone guidano in prima persona i visitatori alla scoperta di questa straordinaria disciplina. Van Gogh, Shakespeare, Tomasi di Lampedusa fanno da cornice alla visita e ci conducono fino a Marte, dove il ricco patrimonio archivistico dell’Osservatorio a viene illustrato grazie alle riproduzioni digitali. Nella rinnovata galleria espositiva non mancano le sorprese: perche? dettagliatissime mappe geografiche sono parte del patrimonio storico degli astronomi? Perche? gli astronomi scandivano l’ora dando il segnale di mezzo giorno alla societa? civile?

L’inaugurazione – per ora appunto solo online, con una diretta su YouTube, in attesa che tempi migliori consentano di accogliere il pubblico nella rinnovata galleria – è dunque per venerdì 5 marzo alle ore 11. Si partirà con un viaggio alla scoperta del Museo e dell’Inaf – Osservatorio astronomico di Brera, dei suoi inaspettati legami con la citta?, la cittadinanza e la cultura insieme a tutti coloro che lo hanno reso possibile: il passato e presente direttore dell’Osservatorio, Gianpiero Tagliaferri e Roberto Della Ceca, i rappresentanti della Regione Lombardia, il direttore della Pinacoteca di Brera James Bradburne, la responsabile del Servizio biblioteche, musei e terza missione dell’Inaf Antonella Gasperini, il rappresentante dell’Universita? degli Studi di Milano Marco Bersanelli, l’architetto Andrea Nulli di Progetto Media, la responsabile scientifica del MusAB Ginevra Trinchieri. Saranno presenti, tra gli altri, gli autori dei testi del rinnovato museo: Agnese Mandrino, Fabrizio Bonoli, Ilaria Arosio e il conservatore del MusAB, Mario Carpino.