Nelle previsioni meteo di inizio mese, si era prospettato una crisi anticiclonica sul finire della prima decade e per inizio della seconda, con ipotesi di interazioni più fredde baltiche all’indirizzo del Mediterraneo centrale e dell’Italia. In realtà, l’azione instabile si concretizzerà, però la componente fredda annessa riuscirà a concretizzarsi soltanto in parte, poiché il flusso atlantico settentrionale si mostrerà un po’ più agguerrito, in misura tale da andare a inibire importanti strutture di blocco. Le temperature caleranno nei prossimi giorni sull’Italia, anche in maniera apprezzabile sulle regioni settentrionali e in parte sul medio Adriatico, tuttavia, nel complesso, non si tratterà di un calo significativo. Premettendo che il quadro forecasts risulta molto approssimativo in questa fase, per via del cambio stagionale in embrione, dalle ultime emissioni modellistiche si palesano possibili previsioni meteo, da metà mese verso il 20 marzo, all’insegna di nuovi tentativi di impulsi freddi verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.
Sulla base dei dati attuali, appena dopo il maltempo prossimo, tra l’8 e il 10/11 del mese, l’alta pressione oceanica, con contributi anche di aria più mite subtropicale, tornerebbe a guadagnare posizioni verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, ma anche verso il Centro Europa. Con buona probabilità, per qualche giorno appena precedente metà mese, essa potrebbe riuscire nell’intento di portare una nuova fase più stabile sull’Italia, ma le minacce instabili atlantiche o settentrionali continuerebbero a incombere. Rispetto al quadro dinamico attuale, si prospetterebbe una possibile improvvisa accelerazione delle correnti zonali in una fase di AO (gradiente termico-barico in sede polare) discendente. In questo contesto, potrebbe temporaneamente innescarsi un cavo depressionaria affondante in Atlantico largo con sollevamento meridiano dell’alta pressione in maniera più veemente e all’indirizzo dei settori britannici o di quelli scandinavi. Possibile azione fugace magari della durata non più di 2/3 giorni, ma in questi casi di azione meridiana flussi più freddi di matrice continentali potrebbero improvvisamente irrompere verso il nostro bacino e portare qualche giornata fredda o simile invernale. Naturalmente non si tratta di previsioni meteo, piuttosto di una semplice ipotesi evolutiva, tuttavia traspare dai forecasts modellistici la possibilità che tra il 15/16 del mese, poi verso il 18/20, possa esserci il rischio di qualche azione più fredda invernale sull’Italia, magari più efficace sulle regioni del Centro Sud, specie adriatiche e appenniniche. La redazione di MeteoWeb continuerà a monitorare l’evoluzione del tempo nel medio-lungo periodo, apportando quotidiani aggiornamenti.
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