Spazio, l’ESA celebra il 406 Day: nel 2021 altri 2 satelliti Galileo con payload di ricerca e soccorso

La giornata internazionale che si celebra oggi serve "per diffondere la consapevolezza dell'importanza dei fari di emergenza e dei satelliti che raccolgono i loro segnali", spiega l'ESA

L’Agenzia Spaziale Europea celebra il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo ed i suoi “satelliti salvavite” in occasione del 406 Day. La giornata internazionale che si celebra oggi prende il nome dalla frequenza radio utilizzata dai beacon Cospas-Sarsat negli USA e serve “per diffondere la consapevolezza dell’importanza dei fari di emergenza e dei satelliti che raccolgono i loro segnali, compresa la costellazione europea Galileo“, sottolinea l’ESA, annunciando che “entro la fine dell’anno” altri “due satelliti Galileo” saranno programmati con payload – i carichi utili – di ricerca e soccorso.

L’ESA evidenzia che tutti i satelliti Galileo, tranne i primi due dei 26 in orbita, trasportano già questi carichi utili ed il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo “oltre a consentire alle persone di tutto il mondo di orientarsi, serve anche a rilevare i messaggi di Sos e a inoltrarli alle autorità, contribuendo a salvare molte vite”. Si è salvato così lo skipper Kevin Escoffier travolto dalle onde atlantiche durante la solitaria della Vendée Globe di fine novembre scorso. L’Agenzia Spaziale Europea ricorda che la barca di Escoffier era stata fatta “letteralmente a pezzi dalle onde oceaniche“. Lo skipper aveva preso la sua zattera di salvataggio e “quando ha toccato l’acqua, ha attivato automaticamente il suo faro di soccorso, trasmettendo un segnale Sos a 406 MHz per il rilevamento automatico da parte dei satelliti collegati grazie al sistema di rilevamento e localizzazione di emergenza basato su satellite Cospas-Sarsat“, ricorda ancora l’ESA, riferendo che “il segnale ha permesso alle autorità di regata di localizzare la posizione di Kevin in pochi minuti e inviare in soccorso le barche vicine”.

In un post sul sito ufficiale, l’ESA sottolinea che il servizio di ricerca e salvataggio di Galileo è il contributo dell’Europa a Cospas-Sarsat, gestito dall’Agenzia europea per il sistema globale di navigazione satellitare, Gsa, progettato e sviluppato presso l’ESA. Unico sistema in grado di localizzare autonomamente un faro ovunque sulla superficie terrestre, Cospas-Sarsat ha aiutato a salvare migliaia di persone da quando è stato istituito nel 1982. Originariamente il sistema funzionava tramite transponder ospitati a bordo di satelliti geostazionari o in orbita bassa. Nell’ultimo decennio Galileo è entrato a far parte di Cospas-Sarsat – sostenuto dalla Commissione Europea, proprietaria del sistema – determinando un significativo aumento delle prestazioni. “Poiché hanno un’altitudine orbitale molto elevata, a 23.222 km di altezza, mentre si muovono costantemente nel cielo i satelliti Galileo – spiega ancora l’ESA – combinano ampie visuali della Terra con la capacità di facilitare la rapida determinazione della posizione di un segnale di soccorso attraverso” sofisticate tecnologie.