Astronomia: nuove incredibili immagini di Giove mostrano i dettagli dell’atmosfera sotto una luce diversa

Astronomia: nuove immagini appena elaborate rivelano dettagli dell'atmosfera turbolenta di Giove in diverse lunghezze d'onda

  • Giove nelle lunghezze d'onda visibile, ultravioletta e infrarossa. (Credit: International Gemini Observatory / NOIRLab / NSF / AURA / NASA / ESA, MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et alt.)
    Giove nelle lunghezze d'onda visibile, ultravioletta e infrarossa. (Credit: International Gemini Observatory / NOIRLab / NSF / AURA / NASA / ESA, MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et alt.)
  • Giove in luce visibile come catturato dal telescopio spaziale Hubble nel gennaio 2017. (Credit: NASA / ESA / NOIRLab / NSF / AURA / MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et al.)
    Giove in luce visibile come catturato dal telescopio spaziale Hubble nel gennaio 2017. (Credit: NASA / ESA / NOIRLab / NSF / AURA / MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et al.)
  • Giove alla luce ultravioletta come catturato dal telescopio spaziale Hubble nel gennaio 2017. (Credit: NASA / ESA / NOIRLab / NSF / AURA / MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et al.)
    Giove alla luce ultravioletta come catturato dal telescopio spaziale Hubble nel gennaio 2017. (Credit: NASA / ESA / NOIRLab / NSF / AURA / MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et al.)
  • Giove nella lunghezza d'onda dell'infrarosso come catturato dal telescopio Gemini North alle Hawaii. (Credit: International Gemini Observatory / NOIRLab / NSF / AURA, MH Wong (UC Berkeley) et al.)
    Giove nella lunghezza d'onda dell'infrarosso come catturato dal telescopio Gemini North alle Hawaii. (Credit: International Gemini Observatory / NOIRLab / NSF / AURA, MH Wong (UC Berkeley) et al.)
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Nuove immagini appena elaborate, catturate dal telescopio spaziale Hubble e dall’osservatorio Gemini North alle Hawaii, rivelano dettagli dell’atmosfera turbolenta di Giove in diverse lunghezze d’onda, aiutando gli scienziati a comprendere cosa guida la formazione delle imponenti tempeste del gigante gassoso.
Gli scienziati hanno elaborato le immagini – catturate in lunghezze d’onda infrarosse, visibili e ultraviolette – per consentire il confronto interattivo fianco a fianco delle diverse panoramiche delle nuvole sopra il gigante gassoso.
Osservare il pianeta a diverse lunghezze d’onda consente agli astronomi di ottenere nuove informazioni sul comportamento dell’atmosfera di Giove. Stranamente, la Grande Macchia Rossa, la gigantesca super tempesta che persiste a sud dell’equatore del pianeta, è molto evidente nelle lunghezze d’onda della luce visibile e ultravioletta mentre invece quasi scompare con lo sfondo dell’infrarosso.
Il confronto tra i tre tipi di lunghezze d’onda rivela anche che la regione scura che rappresenta la Grande Macchia Rossa nell’immagine a infrarossi è più grande del corrispondente ovale rosso nell’immagine visibile. La discrepanza è causata dal fatto che ciascuna delle tecniche di imaging cattura diverse proprietà dell’atmosfera del pianeta, secondo una dichiarazione del National Optical-Infrared Astronomy Research Laboratory (NOIRLab) degli Stati Uniti, che ha rilasciato le immagini martedì 11 maggio.

Giove
Giove in luce visibile come catturato dal telescopio spaziale Hubble nel gennaio 2017. (Credit: NASA / ESA / NOIRLab / NSF / AURA / MH Wong e I. de Pater (UC Berkeley) et al.)

Mentre le osservazioni all’infrarosso mostrano aree ricoperte da spesse nuvole, le immagini visibili e ultraviolette evidenziano le posizioni dei cosiddetti cromofori, che sono molecole che assorbono la luce blu e ultravioletta, conferendo così alla macchia il suo caratteristico colore rosso.
Le bande di nubi controrotanti di Giove sono invece chiaramente visibili in tutte e tre le immagini.
Gli scatti sono stati acquisiti simultaneamente l’11 gennaio 2017. Le visualizzazioni ultraviolette e visibili sono state “catturate” dalla Wide Field Camera 3 sul telescopio spaziale Hubble, mentre la foto a infrarossi è stata “catturata” dallo strumento Near-Infrared Imager (NIRI) presso Gemini North alle Hawaii.
Oltre alla Grande Macchia Rossa, le immagini di Hubble rivelano anche la Macchia Rossa più piccola, che si è formata nel 2000 quando 3 tempeste di dimensioni simili si sono fuse a sud-ovest della più grande tempesta. Proprio come la Grande Macchia Rossa, quella “Junior” è appena visibile nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, scomparendo nella fascia più ampia di nuvole più fredde.
A differenza delle macchie rosse, nell’immagine infrarossa è visibile un vortice ciclonico che si estende da est a ovest: questa serie di vortici lunga quasi 72mila km, appare come una striscia luminosa nell’emisfero settentrionale del pianeta.