Uno dei contribuiti più importanti del Canada alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è il Canadarm2, un braccio robotico lungo circa 18 metri, posto sull’esterno dell’avamposto spaziale, che contribuisce alle attività di manutenzione e “cattura” i veicoli spaziali in arrivo sulla ISS. Negli ultimi giorni, il Canadarm2 è stato colpito da un detrito spaziale, che ha lasciato un evidente segno.
Un’ispezione di routine ha rivelato il danno, creato da un detrito spaziale troppo piccolo per essere rilevato da terra. Se un oggetto rintracciato da terra può avvicinarsi troppo all’ISS, la stazione può adattarsi per evitare un detrito. Oltre 23.000 pezzi vengono tracciati nell’orbita terrestre bassa per aiutare i satelliti e la ISS ad evitare collisioni, ma solo se sono di una certa dimensione. Per esempio, nel settembre 2020, l’equipaggio a bordo si è trasferito su un veicolo Soyuz attraccato alla ISS come precauzione extra.

Lo spazio intorno alla Terra è sempre più affollato di satelliti e detriti spaziali. Occasionalmente la ISS deve fare i conti con piccoli detriti che la colpiscono. Quanto successo con il Canadarm2 è solo l’ultimo promemoria del fatto che il problema dei rifiuti spaziali nell’orbita terrestre bassa è una bomba ad orologeria. Secondo un report dell’ESA, si stima che 130 milioni di frammenti di materiale antropogenico più piccoli di un millimetro stiano orbitando intorno alla Terra. Anche se la ISS sembra essere stata fortunata questa volta, il problema dei detriti spaziali sembra crescente. Lo scorso anno, l’avamposto spaziale ha dovuto eseguire manovre di emergenza 3 volte per evitare collisioni con detriti alla sua altitudine di circa 400km.