L’eruzione dell’Etna (oggi il secondo parossismo dopo quello del 19 maggio) risveglia il timore di nuovi danni causati dalla cenere sulle coltivazioni: lo afferma Coldiretti nel sottolineare che quest’anno le spettacolari eruzioni del vulcano hanno riversato cenere e lapilli nelle campagne dove sono state danneggiati vivai di piante e fiori, ortaggi così come gli agrumi graffiati dalla potenza della sabbia. Il risveglio del vulcano fa rivivere le preoccupazioni con i danni alle produzioni che si sommano ai disagi per chi è costretto alla pulizia straordinaria delle canalette di scolo, o alle pulizia delle strade rurali oltre che a quella delle strutture aziendali che- spiega Coldiretti – richiede tempo, acqua e quindi l’impiego massiccio di manodopera. La Coldiretti sta effettuando un monitoraggio continuo sulle aree limitrofe al vulcano per verificare l’evoluzione della situazione.
