Due ragazzini, forse minorenni, che si chiudono a chiave in cameretta per scambiarsi effusioni amorose; due donne che si baciano nell’intimità della propria casa; un uomo a letto con due donne. Nessuna scena esplicitamente sessuale, nessuna immagine pornografica, solo allusioni, non molto velate, ma pur sempre allusioni. L’azione più concreta è il bacio lesbo. Ma tant’è: negli ultimi anni abbiamo visto questo e ben altro. Le pubblicità delle Dietorelle stanno facendo discutere e indignare mezza Italia, o forse anche un po’ più di mezza. E in questo 17 maggio in cui si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, gli spot delle caramelle gommose più conosciute nel nostro Paese hanno diviso per l’ennesima volta i nostri connazionali, tra chi è pro e chi è contro. Tra chi si indigna e chi, invece, fa il tifo per l’amore libero.
Tanto quel che dovrà essere sarà e se lo accetteremo, semplicemente, non sarà necessario ricorrere alla violenza, fisica o verbale, e tutti vivremo più serenamente. Ma proprio tutti: etero, omo, bi, trans e persino i bambini, ovvero coloro che vengono sbandierati da una parte e dall’altra come esseri da proteggere da chissà cosa e invece sono coloro che hanno già capito tutto e che hanno in mano il nostro futuro: un futuro dove i cambiamenti e le diversità saranno alla stregua di ciò che oggi consideriamo normalità. E sarà così, che lo si voglia o meno, perché abbiamo creato una società così complessa che delinearne i confini, ormai, è pressoché impossibile. Purtroppo o per fortuna.
