“Devo solo comprare solo le catene, ma ho deciso. Domani mi incatenerò in via Margutta dinanzi alla casa d’aste Pandolfini. E lancio un ultimo appello a Lucrezia, ‘non vendere i gioielli di nostra madre, i ricordi di una vita'”. Andrea Ripa di Meana non accetta il fatto che la sorella adottiva, Lucrezia Lante della Rovere, voglia mettere all’asta i gioielli appartenuti alla madre. all’Adnkronos prima che

“Con questa asta è come se si chiudesse un cerchio – ha precisato Andrea Ripa di Meana – Lucrezia, a mia avviso, ha voluto prendere le distanze dalla madre, togliere di mezzo tutto quello che le ricorda Marina, e sicuramente anch’io. Del resto non è un segreto per nessuno, me lo ha ripetuto due giorni prima di morire la stessa Marina, subito dopo che la figlia era venuta a casa per farsi scrivere il testamento, accompagnata dal notaio e dall’avvocato. Mi chiamò e mi disse: ‘Andrea avessi avuto un figlio come te'”.
Che Marina sia stata una madre sopra le righe è fuori da ogni dubbio: metteva in piazza pubblico e privato e tutto questo non era gradito a Lucrezia. “Ma una madre è sempre una madre – ha ribattuto il figlio Andrea – Lucrezia ha avuto tutto da lei. Le migliori scuole, il maestro di musica ed equitazione, i corsi di modella negli Stati Uniti, la possibilità di un primo film, diretta da Monicelli, ‘Speriamo che sia femmina’. Lucrezia sarebbe indubbiamente riuscita da sola nel mondo del cinema, ma è stato comunque un bel lancio”.
“Quei gioielli rappresentano la vita di Marina. Le sono stati regalati da amici, amanti, da Franco Angeli, dal marito Carlo, anche dal sottoscritto”, e secondo Andrea Ripa di Meana non tutti i gioielli saranno battuti all’asta. “Dentro la cassetta di sicurezza c’erano altri preziosi. Ricordo un orologio a forma di rana regalatole da Marta Marzotto, realizzato su un disegno di Guttuso“. E sui suoi rapporti con la ‘sorella’ Lucrezia, Andrea Ripa di Meana, ha spiegato deciso: “Lucrezia, due anni fa per un problema legato alle ceneri della madre, mi ha bloccato i telefoni e i social, non ha mai risposto alle mie chiamate. Anzi, mi ha fatto dire da un amico comune che non voleva più né sentirmi, né vedermi. Lo ripeto – ha concluso – questa vendita mi indigna, non penso lo faccia per soldi, perché Lucrezia non ne ha bisogno, ma semplicemente per cancellare la memoria della madre. Per sempre”.