Gli autori di un nuovo studio hanno simulato la formazione del nucleo della Terra studiando, in speciali dispositivi chiamati celle a incudine di diamante, il comportamento dell’acqua in presenza di composti del ferro e in condizioni estreme di temperatura e pressione. Hanno, cosi’, dimostrato per la prima volta che in queste condizioni l’idrogeno puo’ legarsi con il ferro. Secondo i risultati dello studio, condotto dai ricercatori dell’Universita’ di Tokyo, coordinati da Shoh Tagawa, e dell’Universita’ di Kyoto, guidati da Kei Hirose, nel cuore della Terra si trova l’equivalente di 70 oceani d’acqua, presente sotto forma di idrogeno sciolto nel ferro del nucleo esterno liquido. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

L’ipotesi degli autori e’ che si tratti dell’idrogeno contenuto nell’acqua piovuta sulla Terra miliardi di anni fa, durante i numerosi impatti con altri corpi celesti. “La nostra stima – spiega Hirose – e’ che, racchiusa nel nucleo esterno terrestre, possa esserci una quantita’ di idrogeno pari a quella presente in 70 oceani. Se fosse rimasta sulla superficie come acqua, il nostro Pianeta non avrebbe avuto terre emerse e la vita come la conosciamo non si sarebbe mai evoluta”.