Il recente rientro incontrollato del razzo cinese Long March 5B ha riproposto il problema della spazzatura spaziale che orbita attorno alla Terra e che ha raggiunto livelli rilevanti: secondo la NASA, questi resti, detriti e rimasugli che includono razzi, satelliti e missili, presto potrebbero rendere quantomeno difficile ai veicoli spaziali lasciare il pianeta.
La spazzatura spaziale, ovvero i frammenti di oggetti creati dall’uomo che vagano in orbita intorno alla Terra, ha raggiunto già da tempo un livello critico: tra i detriti ci sono vecchi razzi vettori, satelliti ormai fuori uso o particelle create dalla distruzione di satelliti. Recenti studi riportano 22mila oggetti rilevabili da terra, che ruotano in orbita a una velocità di oltre 28mila km/h.

Il rientro del razzo cinese Long March 5B ha tenuto con il fiato sospeso gran parte del mondo lo scorso 9 maggio: cosa abbiamo imparato da questo evento? “Utilizziamo eventi di rientro per calibrare e migliorare i nostri strumenti di previsione. Questi strumenti comportano anche la definizione dell’orbita e la modellazione dell’atmosfera che possono essere utilizzati anche per altre applicazioni oltre alla previsione dell’evento di rientro,” ha spiegato ai microfoni di MeteoWeb Tim Flohrer, direttore dello Space Debris Office dell’Agenzia Spaziale Europea. “Per questo evento abbiamo anche osservato il movimento rotatorio di questo oggetto molto allungato per valutare meglio l’effettiva resistenza atmosferica. Ci sono state fornite misurazioni di assetto da stazioni laser e telescopi ottici“.
Questo tipo di rientro “fuori controllo” sta diventando più comune? “Nell’ultimo decennio, circa 100 satelliti e corpi di razzi sono rientrati nell’atmosfera ogni anno, con una massa annua totale di circa 150 tonnellate. Osserviamo una quota crescente di rientri controllati di stadi superiori esauriti, che hanno raggiunto nel 2020 circa il 40% di tutti i casi,” ha ricordato Flohrer.
Qual è il ruolo dell’ESA nel monitoraggio dei detriti spaziali, in tempo reale e in caso di futuri rientri fuori controllo? “All’ESA ci occupiamo degli sviluppi tecnologici per l’osservazione dei detriti spaziali, la relativa elaborazione dei dati e la modellazione del rischio nello Space Safety Programme. Inoltre, all’ESA sviluppiamo e manteniamo ulteriormente modelli ambientali dei detriti spaziali che ci consentono di valutare i rischi a breve e lungo termine determinati dai detriti spaziali. A livello internazionale l’ESA coordina le linee guida per la mitigazione dei detriti spaziali con altre agenzie spaziali, ad esempio nel quadro del coordinamento tra agenzie (IADC)“. L’ESA, ha concluso l’esperto, “ha una politica di mitigazione dei detriti spaziali che richiede, tra gli altri punti, di valutare e ridurre al minimo il rischio a terra. L’ESA fornisce supporto ai suoi Stati membri su aspetti tecnici e non tecnici relativi alla mitigazione dei detriti spaziali e alla valutazione del rischio“.
Per approfondire:
- https://reentry.esoc.esa.int/home/blog/long-march-5b-reentry
- https://www.esa.int/Safety_Security/Space_Debris/FAQ_Frequently_asked_questions