Un corretto stile di vita unito ad una sana alimentazione possono aiutare concretamente le donne che soffrono di endometriosi, una malattia invalidante che colpisce circa 3 milioni di persone in Italia. Per questo A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi – storica associazione che unisce pazienti volontarie in tutta Italia, impegnate nel creare consapevolezza sulla malattia – è stata promotrice di un lavoro interdisciplinare, le “Linee Guida sull’alimentazione e corretto stile di vita per endometriosi”, che ha coinvolto diversi esperti sui temi della nutrizione. Le linee guida, in distribuzione agli ospedali e ai centri sanitari che ne fanno richiesta sotto forma di vademecum e block notes e sul sito di A.P.E. in modo più approfondito, sono state stampate grazie ai contributi del 5×1000 da parte delle tante persone che sostengono le iniziative dell’associazione.
Tra le esperte che hanno collaborato alla redazione delle linee guida, la biologa nutrizionista Martina Scavone e la dietista Arianna Rossoni.
Perché è importante per le donne affette da endometriosi seguire delle linee guida per l’alimentazione e il corretto stile di vita?
Arianna Rossoni: «Le linee guida sono importanti per il controllo dei sintomi, in particolare il dolore mestruale, il colon irritabile e la stanchezza cronica. Aiutano anche a ridurre il rischio di cistite. Non si può dire che dieta e stile di vita ‘guariscano’ chi è affetta da endometriosi, ma sicuramente contribuiscono a migliorare la qualità di vita di una malattia che è molto pervasiva nella quotidianità della donna».
Quanto è importante lo stile di vita per non soffrire di endometriosi?

In merito all’attività fisica ci tengo a sottolineare che le donne affette da endometriosi dovrebbero, in linea generale, preferire un’attività fisica aerobica di moderata intensità, evitando workout estenuanti e cercando di non sovraccaricare il pavimento pelvico.
Dunque, via libera a camminate, yoga, pilates che aiutano peraltro a contrastare lo stress. Cerchiamo inoltre di dare importanza anche ai piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza come preferire le scale all’ascensore o parcheggiare l’auto più po’ più lontano per muoverci di più. Per migliorare la qualità del sonno invece possono venirci in aiuto le tisane a base di melissa, passiflora, valeriana o anche una semplice camomilla».
Quali cibi consigliare e quali evitare alle donne con endometriosi?
A.R. «Tutto va personalizzato in base ai sintomi. La base della dieta è antinfiammatoria: ricca di grassi buoni e su base vegetale, a basso impatto insulinemico (quindi con attenzione al contributo di carboidrati e zuccheri) e focalizzata sulla qualità delle materie prime. Tuttavia, i dettagli sono da personalizzare: ad esempio se l’endometriosi causa forte colon irritabile la quantità di alimenti vegetali va rivista al ribasso per non causare iperfermentazione».
M.S. «Non mi piace parlare di alimenti permessi e alimenti proibiti. Sono dell’opinione che sia necessario trovare sempre il giusto equilibrio e che la personalizzazione del piano nutrizionale faccia la differenza. Ma ci sono dei dati obiettivi, emersi anche da diversi studi scientifici che mostrano come andrebbero sicuramente ridotti gli zuccheri, la carne rossa, l’alcol, gli omega-6, gli acidi grassi trans, la caffeina. Ciò che invece potrebbe apportare benefici al nostro organismo sono gli omega-3, la frutta, la verdura e i cereali integrali. Attenzione però alla scelta di verdure, legumi e cereali integrali qualora vi sia una condizione di disbiosi intestinale o sintomi da colon irritabile. In questo caso l’eccesso di fibra potrebbe provocare un peggioramento della sintomatologia.
Ci sono poi gli interferenti endocrini, provenienti anche dai pesticidi. Cosa sono e perché evitarli?
A.R. «Gli interferenti endocrini sono delle molecole esterne a noi in grado di ‘imitare’ gli estrogeni prodotti dal nostro corpo, legandosi ai loro stessi recettori e modulandone il funzionamento. L’endometriosi è una patologia a estrogeno-dominanza, e un occhio di riguardo agli interferenti endocrini permette di controllare meglio la malattia: banalmente, è per questo che molte donne (non tutte) con endometriosi non possono prendere la tradizionale pillola anticoncezionale ma ne necessitano di una specifica, con meno estrogeni.
Come riguardo nella quotidianità, massima attenzione deve essere data al materiale plastico e sintetico: non solo recipienti per il cibo, ma anche cosmetici, fibre sintetiche e attenzione al trattamento (pesticidi) con cui sono stati coltivati gli ortaggi che vengono consumati».
Ci sono integratori alimentari che possono aiutare le donne affette da endometriosi?
A.R. «In base ai sintomi e allo stato della paziente si possono consigliare Omega3 (antinfiammatorio), curcuma (antiossidante specifico per l’intestino), PEA (per il controllo del dolore cronico), vitamina D (blanda azione riequilibrante ormonale e antiproliferativa), magnesio (miorilassante)».
Nella sua ricerca scientifica su alimentazione e endometriosi pubblicata sulla rivista The Eurobiotech Journal cosa ha riscontrato?
Bisognerebbe considerare la dieta come una vera e propria prescrizione medica.
La dieta è considerata una terapia di supporto e non deve essere vista come una penitenza, ma come un cambiamento che apporta dei benefici alla nostra salute».
