Il Friuli Venezia Giulia è interessato da giorni da una straordinaria moria di micromammiferi. Strade e boschi hanno visto il verificarsi dello strano fenomeno e di recente i topolini morti sono stati ritrovati anche in una pozza del torrente Arzino. Si tratta di una misteriosa moria di topi che sta interessando in particolare il Trevigiano, ma anche la provincia di Pordenone. La causa potrebbe essere un fenomeno che si chiama “pullulazione”, ma sono in corso da mesi indagini virologiche, batteriologiche e tossicologiche.
Del fenomeno ha parlato anche il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, al quale i colleghi dei centri minori si sono rivolti visto che per decenni ha svolto il mestieri di veterinario. “Mi è giunta una segnalazione – ha riferito Miatto – di una fila di 183 corpi in 30 metri di strada, in località Fadalto. Ma è solo uno dei molti casi”. Miatto ha ipotizzato che possa trattarsi di un fenomeno simile a quello che spinge i Lemming, piccoli roditori delle zone artiche, a suicidarsi in massa gettandosi in mare dalle scogliere quando la popolazione si allarga oltre il limite sostenibile dalle risorse alimentari.
“È un’ipotesi plausibile anche per i nostri topi, magari diventati sovrabbondanti in seguito ad una super produzione recente di frutti di certe conifere in seguito venuta meno – dice il primo cittadino – ma purtroppo ancora non possiamo dire quale sia la causa scientifica della morte”. Un suicidio finalizzato alla sopravvivenza della specie, dunque, che però “non abbiamo capito in che modo gli individui lo provochino e, ancora meno, con quali segnali la natura li induca a compierlo”.
Il fenomenoche si è verificato in Val d’Arzino è un evento eccezionale legato alla pullulazione 2021: “si tratta di almeno 300 micromammiferi forestali morti annegati nelle acque dell’Arzino, probabilmente in seguito a caduta nella forra scavata dal fiume poco più a monte della pozza in cui gli animali sono poi stati fotografati. A prima vista sembrano essere soprattutto Adodemus flavicollis, ma è probabile che un loro attento studio riveli la presenza di diverse altre specie forestali. Nei prossimi giorni avvieremo le operazioni di raccolta di questi animali, che oltre a rappresentare un fenomeno del tutto unico in Europa, ci daranno una finestra sulle popolazioni di micromammiferi che abitano i versanti della valle poco a monte del bacino di raccolta”.

Le cause sono probabilmente legate al regime delle precipitazioni. Lo stress che deriva da estati secche stimola una particolare produzione di gemme vegetative, con una successiva grande produzione di seme pesante.
Primavere-estati molto secche, inoltre, favoriscono l’impollinazione anemofila del faggio e dell’abete rosso al punto da sostenere ancora di più una produzione di frutti già ben avviata. A tarda estate-autunno alcuni roditori forestali ne approfittano.
La pullulazione attualmente in corso riguarda due roditori forestali, ovvero l’arvicola rossastra e il topo selvatico dal collo giallo. Entrambi, in Friuli Venezia Giulia, erano stati già protagonisti di eventi simili. Sulle Alpi sud-orientali le pullulazioni di piccoli mammiferi sono un fenomeno comune, ma sono poco studiate e comprese; variano da zona a zona, in funzione di esposizione dei versanti, microclima e piovosità orografica locale.