Il clima della Terra è determinato da un delicato equilibrio tra quanta energia radiativa del sole viene assorbita nell’atmosfera e in superficie e quanta radiazione termica infrarossa la Terra emette nello spazio. Uno squilibrio energetico positivo significa che il sistema terrestre sta guadagnando energia, scaldando il pianeta. Il raddoppio dello squilibrio energetico è l’argomento di un recente studio, pubblicato su Geophysical Research Letters.
Scienziati della NASA e della NOAA hanno messo a confronto i dati di due misurazioni indipendenti. La serie di sensori satellitari Clouds and the Earth’s Radiant Energy System (CERES) della NASA misura quanta energia entra ed esce dal sistema terrestre. Inoltre, i dati di un insieme globale di galleggianti oceanici, chiamato Argo, consentono una stima precisa del tasso al quale gli oceani del mondo si stanno scaldando. Poiché circa il 90% dell’eccesso di energia da uno squilibrio energetico finisce nell’oceano, le tendenze generali della radiazione in entrata e in uscita dovrebbero concordare ampiamente con i cambiamenti nel contenuto di calore degli oceani.
“I due modi indipendenti di osservare i cambiamenti nello squilibrio energetico della Terra sono in ottimo accordo e mostrano entrambi questa grandissima tendenza, che ci dà molta fiducia nel fatto che ciò che stiamo vedendo è un fenomeno reale e non solo un artefatto strumentale. Le tendenze che abbiamo trovato sono abbastanza allarmanti in un certo senso”, afferma Norman Loeb, autore principale dello studio e principale investigatore per CERES al Langley Research Center di Hampton, Virginia, della NASA.
Gli aumenti nelle emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica e il metano dovuti all’attività umana, intrappolano il calore nell’atmosfera, catturando la radiazione in uscita che altrimenti finirebbe nello spazio, riporta la NASA. Il riscaldamento guida altri cambiamenti, come la fusione dei ghiacci e della neve, l’aumento del vapore acqueo e cambiamenti nelle nuvole che aumentano ulteriormente il riscaldamento. Lo squilibrio energetico della Terra è l’effetto netto di tutti questi fattori, riporta la NASA.
I ricercatori hanno scoperto anche che un’inversione della Pacific Decadal Oscillation (PDO) da una fase fredda ad una calda probabilmente ha svolto un ruolo importante nell’intensificazione dello squilibrio energetico. La PDO è un pattern della variabilità climatica del Pacifico, che include un cuneo d’acqua nel Pacifico orientale che attraversa fasi calde e fredde. Questa variabilità interna naturale nel sistema terrestre può avere effetti estesi su meteo e clima. Una fase PDO molto calda, iniziata intorno al 2014 e proseguita fino al 2020, ha causato una diffusa riduzione nella copertura nuvolosa sull’oceano e un corrispondente aumento nell’assorbimento della radiazione solare.
Loeb avvisa che lo studio è solo un’istantanea relativa ai cambiamenti climatici a lungo termine e che non è possibile prevedere con certezza cosa aspettarsi per l’equilibrio del budget energetico della Terra nei prossimi decenni. Lo studio conclude, tuttavia, che a meno che il tasso di assorbimento del calore non diminuisca, ci si potrebbero attendere maggiori cambiamenti nel clima rispetto a quelli in atto.
