In Sardegna, cinque minuti di violenta grandinata hanno imbiancato centinaia di ettari di terreno in lunghe lingue nel territorio di Quartu, ed in particolare a Is Mostus, e tra Marcalagonis e Settimo San Pietro, ma anche nel Sarcidano, lasciando in ginocchio l’agricoltura. La grandine ha devastato i vigneti in una vasta fascia di territorio e circa 600 ettari di vigneti e oliveti anche a Orroli. Nelle zone colpite, è stato danneggiato circa il 20% degli acini, ma anche meloni, pesche, susine e altri prodotti da campo non sono stati risparmiati dalla furia del maltempo.
La grandinata ha colpito il territorio nel pomeriggio del 9 giugno, infliggendo un duro colpo soprattutto ai vigneti. “Ha colpito sia l’uva da tavola che da vino – spiega Giuseppe Farci, presidente di Coldiretti Maracalagonis e della Cantina di Quartu -. Il vento di tramontana, inoltre, ha agevolato il danno consentendo alla grandine di colpire anche i grappoli più nascosti. Le vigne colpite hanno perso in media il 20 per cento degli acini, tra quelli caduti a terra e quelli che sono stati spaccati dalla forza della grandine”.
“La speranza è che le condizioni atmosferiche ci vengano incontro – afferma Piero Sarritzu, presidente di Coldiretti Quartu Sant’Elena -. L’umidità in questo momento è nostra nemica e potrebbe favorire la botrite e altre malattie fungine, mentre servirebbero giornate ventilate”. “Purtroppo siamo a commentare ancora una volta gli effetti dei cambiamenti climatici che stanno colpendo duramente, da qualche anno con più frequenza, gli agricoltori – commenta il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas -. A subire più danni e nuovi costi sono i viticoltori, che sono anche tra i settori più penalizzati dalle limitazioni imposte per il Covid. È chiaro che occorrono dei sostegni nell’immediato ma bisogna allo stesso tempo pensare anche a nuove forme di tutela delle colture”.
