Covid, almeno 120 studenti bloccati a Malta: quarantena per contagiati e contatti, molti minorenni

Ci sono numerosi minorenni tra gli italiani bloccati a Malta per via di diversi contagi da Covid accertati

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A partire dal 6 luglio 2021, un numero crescente di connazionali in viaggio a Malta, in maggioranza minorenni che partecipavano a corsi di lingua organizzati da college e scuole locali, e’ risultato positivo al Covid-19 o ha avuto contatti con individui positivi, a seguito del tampone antigenico effettuato a ridosso della partenza per rientrare in Italia. Lo riferisce in una nota la Farnesina, che insieme all’ambasciata d’Italia a Malta e’ stata immediatamente informata e dal primo momento ha fornito supporto diretto ai connazionali in loco, nonche’ alle famiglie in Italia.

Sono tra i 120 e 130 gli italiani in quarantena forzata a Malta che si sono messi in contatto con l’ambasciata italiana. Circa 50 sono positivi al Covid, mentre gli altri sono in isolamento perché entrati in contatto con i compagni di viaggio contagiati. Di questi, inoltre, molti sono minorenni. Nella giornata di ieri l’ambasciata, in continuo contatto telefonico con i ragazzi, ha organizzato in collaborazione con le autorità un servizio di trasporto per radunare gli studenti al Corinthia Marina, a Saint Julian, riconvertito in Covid Hotel, al quale nessuno può avere accesso. Il cluster, come si apprende, ha colpito anche ragazzi francesi e spagnoli.

Ricette e farmaci in arrivo per alcuni ragazzi minorenni italiani risultati positivi al Covid e bloccati a Malta. L’intervento è scattato grazie al Comitato Cura Domiciliare Covid-19 a cui ha chiesto aiuto la mamma di uno dei giovani contagiati. Subito si sono attivati due medici del gruppo fondato dall’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato che oggi, peraltro, chiederà nuovamente al Ministro Speranza di validare il loro lavoro con una Conferenza Nazionale organizzata sul lungomare di Napoli. “I ragazzi – ribadisce Grimaldi – sono stati contattati dai medici volontari i quali si sono attivati con i professionisti sanitari e farmacisti fino ad individuare quelli disposti a ricevere le ricette dall’Italia e consegnare i farmaci, dopo circa una settimana di isolamento senza alcuna terapia“.