Dopo il caldo record e la città, è allarme incendi boschivi nella Russia nordorientale: sono 336 e interessano oltre mezzo milione di ettari, secondo quanto reso noto dall’agenzia per la protezione delle foreste. Particolarmente grave è la situazione della Yakuzia, dove si contano 158 incendi che stanno devastando 440 ettari di foresta. Proprio nella Yakuzia, dove è stato imposto lo stato d’emergenza, un aereo Antonov 26 ha bombardato le nubi con ioduro d’argento, provocando artificialmente la pioggia.
I dati satellitari indicano che diversi piccoli incendi hanno bruciato nell’area per settimane, ma diversi sono esplosi come dimensioni nell’ultima settimana di giugno. Più di 7mila persone e decine di aerei sono stati mobilitati per combattere i roghi. Nella regione di Chelyabinsk, sui monti Urali, sono stati evacuati centri abitati con centinaia di persone.
Questo è il secondo luglio consecutivo in cui caldo intenso e incendi hanno devastato l’area. Nel 2020, gli incendi hanno imperversato in Yakuzia per gran parte di luglio e agosto. Le terre selvagge della Siberia hanno bruciato in maniera estesa anche nel 2001, 2005 e 2013.
