Ricaduta di bombe di grandi dimensioni e forti boati hanno accompagnato lo scorso 14 luglio un nuovo parossismo dell’Etna.
Il vulcanologo INGV Boris Behncke ha definito “impressionanti” gli effetti del parossismo di mercoledì scorso al Cratere di Sud-Est. “Oltre all’intensissimo “bombardamento” degli altri crateri sommitali (i colleghi che hanno condotto sopralluoghi nei giorni 15 e 16 luglio hanno documentato un’infinità di impatti di bombe grosse sulla Bocca Nuova, Voragine e sul Cratere di Nord-Est), anche il pianoro a sud-ovest della Bocca Nuova è stato soggetto alla ricaduta di abbondanti frammenti grossolani,” ha spiegato in un post su Facebook l’esperto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Alcuni di essi sono arrivati sulla pista che una volta connetteva i versanti nord e sud, parzialmente ripristinata recentemente, a poche decine di metri dalla nostra stazione di monitoraggio “ECPN” (Etna Cratere del Piano). Abbiamo campionato bombe e l’ultima colata di lava; sembra trattarsi sempre di un magma che ormai è nel sistema da tempo, non magma “nuovo”. La studentessa tedesca Theresa dà la scala“.
