Il 2020 e’ stato il secondo anno piu’ caldo mai registrato e nell’aprile 2021 e’ stata rilevata la concentrazione media mensile di anidride carbonica piu’ elevata mai registrata. I tassi di perdita annuale delle foreste dell’Amazzonia brasiliana sono aumentati sia nel 2019 che nel 2020, l’acidificazione degli oceani e’ vicina a un record storica e minaccia le barriere coralline da cui dipende piu’ di mezzo miliardo di persone. Sono alcuni dei risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista BioScience e condotto dagli scienziati della Oregon State University (OSU), guidati da William Ripple e Christopher Wolf. Secondo lo studio, peggiorano i parametri vitali della Terra.
Dal 2019, riportano gli esperti, si osserva un’impennata senza precedenti in termini di fenomeni climatici disastrosi, come inondazioni, ondate di calore, tempeste e incendi devastanti. Gli scienziati sottolineano l’importanza di riserve climatiche strategiche per lo stoccaggio del carbonio e la protezione della biodiversita’, nonche’ l’introduzione della tassa sul carbonio. “Ci sono prove che ci stiamo avvicinando al punto di non ritorno – afferma Ripple – anzi, potremmo anche averlo gia’ oltrepassato. Barriere coralline, foresta pluviale e calotte glaciali rischiano di diventare solo un ricordo”. “Dobbiamo smettere di trattare l’emergenza climatica come un problema a se’ stante – ribadisce l’autore – il riscaldamento globale non e’ l’unico sintomo di stress per il pianeta Terra. Probabilmente a causa della pandemia, il consumo di combustibili fossili e’ diminuito dal 2019, cosi’ come le emissioni di anidride carbonica e i livelli di viaggio delle compagnie aeree, ma si prevede che la ripresa economica contribuira’ al ritorno a cifre pre-pandemiche, se non piu’ elevate”.
Per alleviare la pressione sul sistema Terra, affermano gli esperti, sara’ necessario interrompere lo sfruttamento insostenibile degli habitat naturali. Questo porterebbe anche alla diminuzione del rischio di trasmissione di malattie zoonotiche e alla conservazione della biodiversita’. “Le azioni per il clima dovrebbero concentrarsi sulla giustizia sociale riducendo la disuguaglianza e dando la priorita’ ai bisogni umani fondamentali – commenta Ripple – l’educazione ai cambiamenti climatici dovrebbe essere inclusa nei programmi scolastici di base in tutto il mondo. In questo modo si otterrebbe una consapevolezza maggiore dell’emergenza climatica”.
Gli autori chiedono quindi un approccio politico a breve termine su tre fronti, che comprenda l’aumento della tassa di carbonio, l’eliminazione graduale e il divieto dei combustibili fossili e l’adozione di riserve climatiche strategiche per salvaguardare e ripristinare i pozzi di assorbimento naturali del carbonio e la biodiversita’.

