Uomini e donne non mangiavano gli stessi alimenti. Nell’antica Ercolano maschi e femmine seguivano diete differenti: i primi si nutrivano soprattutto di pesce e cereali, le seconde invece prendevano le proteine soprattutto da animali di terra. E’ quanto emerso dall’analisi condotta con una nuova metodologia su resti di scheletri rinvenuti nel parco archeologico di Ercolano condotta nell’ambito di uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances.
Lo studio e’ stato coordinato da Oliver Craig, del dipartimento di Archeologia dell’Universita’ di York che spiega: “i resti degli individui morti ad Ercolano nel 79 DC offrono un’opportunita’ unica per esaminare gli stili di vita di una comunita’ antica. Fonti storiche spesso alludono a differenti possibilita’ di nutrirsi di certi cibi nella societa’ romana, ma solo di rado sono disponibili prove dirette e dati quantitativi di ciò“. “Noi abbiamo trovato prove significative delle differenze nelle proporzioni di cibi di origine marina o terrestre consumati da maschi e femmine, cosa che suggerisce che l’accesso al cibo era differenziato a seconda del sesso“, prosegue l’esperto.
I ricercatori hanno esaminato con una nuova tecnica le ossa di 340 individui rinvenute ad Ercolano, (studiando gli isotopi del carbonio e dell’azoto) per valutare la natura degli amminoacidi (i mattoncini da cui sono formate le proteine) presenti. E’ emerso che, rispetto alle femmine, i maschi assumevano il 50% in piu’ di proteine da prodotti ittici. “Il nostro approccio accresce le prove del fatto che i maschi avevano maggior accesso a cibi di origine ittica ad Ercolano e piu’ in generale nell’Italia degli antichi romani“, spiega l’autrice principale del lavoro Silvia Soncin. “I maschi erano piu’ direttamente coinvolti nella pesca e in altre attivita’ marittime, generalmente occupavano ranghi privilegiati nella societa’ e venivano liberati prima dalla schiavitu’, ottenendo cosi’ un accesso maggiore a prodotti piu’ costosi, come il pesce fresco”.
