Arrampicata sportiva: storia della nuova disciplina olimpica nata in Italia 36 anni fa

L'Arrampicata Sportiva, la disciplina olimpica neo inaugurata che ha visto i suoi natali a Bardonecchia, in Italia

L’Arrampicata sportiva, nuova disciplina olimpica che ha esordito in questi giorni alle Olimpiadi di Tokyo ha visto i suoi natali in Italia e con precisione a Bardonecchia, nel torinese. La sua diffusione negli ultimi è stata tale che, in base ad un protocollo d’intesa CONI e Ministero della pubblica Istruzione, l’arrampicata è entrata a far parte del programma di “alfabetizzazione motoria“ delle scuole primarie, riconoscendo così il valore educativo del primo gioco di ogni bambino: arrampicarsi.

Ma quando è nata questa disciplina? Era il 5 luglio 1985 quando i più abili scalatori si diedero appuntamento in Valle Stretta, a Bardonecchia, per sancire chi di loro fosse il migliore. L’Arrampicata Sportiva, con le sue regole, i suoi sistemi di valutazione, le gare e i confronti, viene fatta risalire proprio a quella storica data.

Foto Ansa

Come si legge sul sito ufficiale, federclimb.it, l’anno successivo ad Arco venne organizzata la manifestazione che in breve sarebbe diventata cult, il RockMaster. La gare furono trasmesse in 7 paesi e seguite dal vivo da 10.000 persone: il neonato sport iniziava ad raccogliere numerosi appassionati da ogni dove. Intanto oltralpe, in Francia, e con precisione a Vaulx‐en‐Velin, sobborgo di Lione, si teneva la prima gara indoor, gettando così le basi per un rapido sviluppo anche lontano dalle montagne. Ma resta il fatto che l’Arrampicata Sportiva è assolutamente un prodotto Made in Italy.

Gli autori della vincente intuizione di Bardonecchia, racconta ancora la FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana) furono l’architetto Andrea Mellano e il giornalista Emanuele Cassarà. Il primo, sulla scia del successo iniziale, nel 1987 divenne presidente della nascente Federazione Arrampicata Sportiva Italiana Dopo pochi anni FASI otteneva il riconoscimento del CONI. La FASI non è altro che “un’associazione apolitica e aconfessionale, che in Italia coordina e organizza l’attività didattica, agonistica ed amatoriale dell’Arrampicata Sportiva praticata sulla roccia e su apposite strutture nelle diverse discipline della Difficoltà, Bouldering e Velocità ed è costituita dalle Società o Associazioni che nell’ambito delle regole del dilettantismo e senza fini di lucro, ne propagano l’idea e ne realizzano gli scopi“.

L’Arrampicata Sportiva divento ben presto una moda ma anche uno stile di vita, mutuato dall’alpinismo ma con approccio più sportivo. Le arrampicate, che si svolgono sempre in assoluta sicurezza, hanno come scopo quello di arrivare più in alto su itinerari sempre più difficili. Si tratta di una disciplina che si fonda sul confronto con se stessi e con gli altri.

Nel 2007, dopo 22 anni dalla prima gara di Bardonecchia, nasce la Federazione Internazionale (IFSC), anche in questo caso sotto l’egida italiana, infatti a presiedere l’istituzione che al momento della sua comparsa raccoglieva circa 50 membri, viene chiamato il piemontese Marco Scolaris. A Vancouver, in occasione delle Olimpiadi invernali, c’è stato il riconoscimento definitivo che ha aperto le porte all’inserimento di questa disciplina nella short list degli sport in predicato di entrare nel programma olimpico delle Olimpiadi 2020. La decisione al riguardo sarà presa soltanto nel 2013. Attualmente fanno parte dell’IFSC 74 federazioni nazionali, in rappresentanza dei 5 continenti.

Foto Dimitris Tosidis / Ansa

L’ingresso dell’Arrampicata Sportiva alle Olimpiadi sancisce una crescita esponenziale di questo sport, in Italia ma anche nel mondo.

Foto Dimitris Tosidis / Ansa