Addio ad un cocomero su cinque con il caldo e la siccita’ che hanno tagliato di oltre il 20% il raccolto nazionale per i frutti scottati in campo soprattutto al Sud, mentre al Nord si sono fatti sentire gli effetti della grandine. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sul frutto simbolo del Ferragosto che e’ coltivato in Italia su una superficie di circa 13.000 ettari da cui si ottiene una produzione media annua pari a circa 6,5 milioni di quintali concentrata soprattutto in Puglia, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia e Sicilia.
“I prezzi medi pagati ai produttori agricoli – sottolinea la Coldiretti – oscillano intorno ai 20 centesimi al chilo, ma in alcune realta’ si scende addirittura a 10 centesimi, mentre al supermercato si aggirano intorno ai 70 centesimi al chilo. Ma se si considerano i chioschi il prezzo – riferisce la Coldiretti – puo’ arrivare fino 2,50-3 euro al chilo. Va anche sottolineato che in alcuni casi, approfittando dei bassi prezzi pagati ai produttori, le angurie – denuncia la Coldiretti – vengono vendute sottocosto e usate come prodotto civetta per attirare i consumatori nei supermercati“. Anche per il cocomero e’ importante guardare l’etichetta che indica obbligatoriamente la provenienza. Un’anguria nazionale, osserva la Coldiretti, sara’ certamente piu’ fresca e appetibile di una di provenienza estera che ha subito un lungo trasporto. Il cocomero come il melone deve essere acquistato maturo e consumato subito.
Per capire se e’ maturo al punto giusto – consiglia la Coldiretti – di solito si batte la mano sulla buccia, piu’ il rumore e profondo piu’ e’ maturo; oppure si guarda la buccia che deve essere liscia e di colore verde e crema. La polpa non deve avere strisce bianche e semi chiari perche’ ancora non e’ giunto a maturazione. Per conservare al meglio il cocomero la Coldiretti consiglia di non mettetelo nel congelatore ma in frigo avvolto da un panno di cotone bianco.
