La probabilita’ di una pandemia con un impatto simile al Covid e’ piu’ elevata di quanto potremmo supporre. E’ del 2% per anno, che significa che gran parte delle persone potrebbe farne esperienza almeno una volta nella vita. Inoltre, il rischio pandemico e’ destinato a raddoppiare nelle prossime decadi, mentre e’ destinato a triplicare il rischio di emergenza di nuovi patogeni. Sono le stime ottenute da Marco Marani dell’Universita’ di Padova in collaborazione con colleghi di Marquette University e Duke University.
L’analisi, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, è basata su un dataset globale di grandi epidemie storiche che coprono circa quattro secoli (1600-2020), dalla peste al vaiolo. Secondo l’analisi, la probabilita’ che si verifichi una pandemia di intensita’ simile alla spagnola – la piu’ mortale della storia recente con oltre 30 milioni di persone morte fra 1918 e 1920 – e’ di 0,3%-1,9% per anno. In altri termini e’ statisticamente probabile che una pandemia cosi’ grave avvenga nei prossimi 400 anni.
Inoltre l’analisi mostra che se i nati intorno al 2000 hanno un rischio del 38% circa di fare esperienza di una pandemia, questo rischio potrebbe addirittura raddoppiare (quindi diventare del 76%) nelle prossime decadi a causa di vari fattori tra cui il cambiamento climatico o piu’ in generale l’azione dell’uomo sull’ambiente. “Lo studio di questo insieme di dati multicentenari – conclude Marani – mostra come siamo inadeguatamente preparati a epidemie di intensita’ che si sono rivelate catastrofiche come la Spagnola, ma che sono tutt’altro che improbabili”.
