“Ho un tumore. C’è poco da girarci intorno: è il 28 novembre del 2020 e la Tac parla chiaro, come una sentenza. C’è qualcosa di anomalo nel mio sistema nervoso centrale“. Comincia così il racconto di Paolo Nespoli a Italiantech. L’astronauta italiano ha svelato in questi giorni, per la prima volta, di avere un cancro. Si tratta di un linfoma B cerebrale il cui primo sintomo è stata una forte stanchezza.
Nespoli ieri è tornato a parlare in pubblico all’Italian Teek Week di Torino, notevolmente dimagrito, con passo lento, ma sempre con lo sguardo indagatore e curioso e la mente rivolta al futuro. Ha dichiarato di essere vicino all’uscita dal tunnel e che ricomincia a vedere la luce dopo mesi di buio.

“Per più di vent’anni sono stato un astronauta – racconta ancora Nespoli –. La mia salute è stata minuziosamente monitorata, scandagliata, studiata da team di esperti a ritmi di test, esami, screening dalla precisione maniacale e pure crescente via via. L’ultimo anno, la pandemia, con tutto quello che si è portata dietro, mi ha impedito di sottopormi alle visite periodiche. Proprio quando sarebbero state più opportune. O almeno quando avrebbero potuto trovare un’anomalia. Ma la vita va così. Non puoi illuderti di essere tu a decidere tutto quel che ti succede. E di sicuro, fidatevi, quella sentenza medica io avrei volentieri evitato di sentirmela leggere”.
La vita del nostro astronauta ha dunque subito una forte battuta d’arresto. A 64 anni e con alle spalle 313 giorni, 2 ore e 36 minuti di vita nello Spazio, Paolo Nespoli ha affrontato l’ennesima sfida con se stesso. Come ha raccontato al Corriere della Sera, ha subito detto ai medici di fare tutto il necessario. Si è dunque sottoposto alla chemioterapia e poi a un auto trapianto di cellule staminali, effettuato ad agosto. Intanto ha anche dovuto affrontare la riabilitazione per ricominciare a camminare. “Sono passati 10 mesi da allora e non saprei ricordare quanti giorni ho trascorso fuori dagli ospedali. Però adesso, grazie alle cure sanitarie di tanti medici e infermieri, e al supporto di parenti e amici, la situazione sembra essere sotto controllo. “L’avaria sembra risolta”, avremmo detto nello Spazio; vedo la proverbiale luce alla fine del tunnel diventare sempre più grande!”.
Da quando Nespoli ha rivelato il tumore, sui social si sono susseguiti i messaggi da parte di ammiratori e appassionati. “Sono commosso e grato per l’affetto e per i tanti, tantissimi messaggi di supporto ricevuti – ha scritto lui stesso su Instagram postando una sua foto in tenuta da astronauta -. Vi ringrazio tutti di cuore. I vostri pensieri mi sono di grande aiuto e conforto“.
“Uno dei motti più celebri dello Spazio è per aspera ad astra. Potrebbe sembrare banale, ma sintetizza alla perfezione una consapevolezza imprescindibile: quella di chi, per arrivare a lambire le stelle, sa che sarà necessario fronteggiare le difficoltà – scrive ancora Nespoli –. Sfide che nello Spazio, come nella vita, possono spaventarci, sembrarci gigantesche, possono annichilire la nostra forza di volontà. E, a volte, troppe volte, mettere a dura prova la nostra salute, mentale e fisica. Però è solo affrontando le difficoltà fino a superarle che possiamo puntare in alto. Non si può raggiungere alcun grande risultato senza una dose corposa di forza di volontà. E quindi, per aspera ad astra!”.