Prezzi altalenanti per il petrolio, con il barile di Brent che per la prima volta da in tre anni ha per poco sfondato al rialzo la soglia psicologica degli 80 dollari. Secondo il Financial Times una molteplicità di fattori stanno spingendo il greggio, tra cui i problemi alla produzione nel Golfo del Messico, il calo dalle attività estrattive Usa e, dal versante della domanda, la rapidità della ripresa e le difficoltà di approvvigionamento globali. Dopo un picco a 80,75 dollari il Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cambia rotta e perde quasi l’1% a 78,72 dollari. Allo stesso tempo il West Texas Intermediate è salito fino a 76,67 dollari ma si è poi assestato in calo a 74,84 dollari al barile.
La domanda globale di Petrolio aumenterà fino al 2045 e il greggio resterà la fonte di energia dominante del mix nonostante l’allarme per il cambiamento climatico. E’ questa la previsione dell’Opec nel World Oil Outlook. La domanda e i prezzi del Petrolio erano diminuiti in maniera drastica per via della pandemia da coronavirus nel 2020, ma sono rimbalzati quest’anno grazie alle riaperture e alla ripresa economica.
