La quarantena nelle scuole “è un tema sentito sul quale la politica sicuramente è chiamata a fare una riflessione ed assumersi una responsabilità. E’ chiaro che siamo nell’alveo delle scelte che la politica deve fare sulla base anche delle indicazioni scientifiche del Comitato tecnico. Però una riflessione la dobbiamo fare perchè l’obiettivo che abbiamo raggiunto è stato iniziare l’anno scolastico in presenza ma adesso l’obiettivo più grande è proseguire in presenza. Una valutazione sulla riduzione delle quarantene deve essere assolutamente presa in considerazione”. E’ quanto dichiarato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, oggi in Calabria.
E sul tema si è espresso anche Guido Bertolaso. Con un solo positivo in aula non può scattare la quarantena (e la dad) per l’intera classe. I parametri vanno rivisti. Ne è convinto Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale lombarda, che in un’intervista al Corriere della Sera sostiene: “Si tratta di una misura che va rivista e corretta. I ragazzi devono andare a scuola. Si facciano tamponi anziché metterli tutti in quarantena, sempre in regioni dove la situazione è migliore: purtroppo oggi l’Italia da questo punto di vista non è tutta uguale“.
L’ex capo della Protezione civile è scettico anche sull’ipotesi di abbassare le mascherine al chiuso: “Si potrebbe togliere in alcuni luoghi al chiuso, come i cinema e i teatri, in presenza di due requisiti: una copertura vaccinale a due dosi superiore all’80% degli over 12 e la garanzia di controllo del green pass (che oggi non c’è sempre, diciamolo)“. Quanto all’obbligatorietà del vaccino, Bertolaso afferma di non essere favorevole. “Bisogna agire sull’intelligenza della gente. L’ultimo provvedimento sull’obbligo di green pass per i lavoratori è stato essenziale: abbiamo raddoppiato del 150% le prenotazioni. Oggi i lombardi vaccinabili che non hanno ancora aderito sono 1 milione e 50 mila: entro metà ottobre scenderemo sotto il mezzo milione“.
I presidi chiedono uniformità
“Chiediamo uniformità a livello nazionale nella gestione delle quarantene delle scuole e chiediamo che i vari assessorati alla Salute diano indicazioni alle Asl, queste si muovono in maniera diversa a volte anche nello stesso territorio regionale, è il caos”. A riferirlo all’ANSA è Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi (Anp) di Roma. Il ministero della Salute, tramite il Comitato tecnico scientifico, spiega Rusconi, deve stabilire “quali sono le regole valevoli per tutti per la gestione delle quarantene. Noi dirigenti non siamo in grado di valutare se sia meglio creare le cosiddette ‘bolle’ con un numero più ristretto di ragazzi a casa perché a contatto con il positivo o se va messa in quarantena tutta una classe, quel che è certo è che servono indicazioni chiare alle Regioni e da queste alle scuole, altrimenti ci sono differenze persino nello stesso territorio nazionale perché le Asl fanno, agli istituti, richieste differenti”. Rusconi aggiunge inoltre che sono centinaia solo a Roma le cattedre scoperte, migliaia in Italia “e – in attesa che gli uffici ministeriali provvedano in merito – spetta alle scuole tentare di reperire supplenti”. “Non e’ in discussione che quest’anno le operazioni di nomina dei docenti si siano svolte con significativo anticipo rispetto al passato: circostanza che io per primo ho sempre ricordato ma esistono tutt’ora problemi, non riguardano solo le supplenze brevi e sono dovuti ad una serie di errori nelle graduatorie e di disguidi vari intervenuti nelle procedure“.
