Il vulcano Cumbre Vieja non da tregue all’isola di La Palma. La nuvola di cenere provocata dall’eruzione, alta 4,5 chilometri, ha causato di nuovo la cancellazione della maggior parte dei voli dell’aeroporto dell’isola delle Canarie. Il vulcano si è “risvegliato” dopo 50 anni il 19 settembre scorso ma l’attività non accenna a ridursi, causando anche risentimento sismico: i danni e le conseguenze sull’isola sono sempre più evidenti.
Dopo che tutti i voli del mattino erano stati sospesi, la compagnia aerea Binter Canarias ha annunciato che avrebbe annullato anche quelli successivi, fino a domani. L’aeroporto, già chiuso due volte dall’inizio dell’eruzione, rimane comunque aperto, ma solo 4 dei 34 voli in programma sono stati effettuati.
“L’evoluzione della nube di cenere, proveniente dall’eruzione vulcanica, ci obbliga a mantenere temporaneamente a terra gli aerei in collegamento con l’isola, fino a domenica”, ha annunciato la compagnia aerea Binter in un comunicato pubblicato sul suo sito web. Il gestore degli aeroporti spagnoli, Aena, resta operativo a La Palma, secondo fonti interne alla compagnia, anche se 30 dei 34 voli previsti per sabato sono stati cancellati.
L’eruzione non ha causato vittime tra gli oltre 80 mila abitanti dell’isola, ma 7 mila persone hanno dovuto lasciare le loro case e in qualche caso hanno perso tutto quello che avevano sotto i fiumi di lava che hanno coperto 736 ettari di terreno distruggendo 1.826 edifici, secondo le rilevazioni del sistema Copernicus. Stamattina la Palma è stata scossa dal terremoto più potente dall’inizio dell’eruzione, di magnitudo 4.6, con ipocentro ad una profondità di 37 chilometri secondo il National Geographic Institute, mentre la notte scorsa si è aperto un nuovo cratere a sud-est del cono principale ma al momento non erutta lava.
