Il G20 “un summit di successo”, la dichiarazione finale: emissioni zero entro metà secolo, stop al finanziamento alle centrali a carbone entro il 2021

Con l'adozione della G20 Rome Leaders' Declaration si è concluso il G20 di Roma

Il summit del G20 è stato un summit di successo: siamo riusciti a mantenere vivi i nostri sogni, impegnarci a nuovi provvedimenti, ulteriori stanziamenti giganteschi di denaro, ulteriori promesse di riduzione delle emissioni“: è quanto ha affermato il presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa finale del summit del G20. “Ricordiamoci, come ci ricordano gli attivisti, che il giudizio finale viene da ciò che noi facciamo, e non da ciò che diciamo. C’è stato un impegno collettivo a essere più concreti e seri per le azioni che verranno in futuro“. “Non è stato facile raggiungere questo accordo, è stato un successo,” ha evidenziato Draghi, ringraziando gli sherpa e chi ha partecipato all’organizzazione di un G20 “straordinario“.

G20, la dichiarazione finale

I Paese del G20 “si impegnano a fronteggiare la minaccia critica e urgente dei cambiamenti climatici e a lavorare insieme perché Unfccc Cop26 di Glasgow abbia successo“: è l’impegno presente nella dichiarazione finale dei lavori del G20 di Roma. “A tal fine, riaffermiamo il nostro impegno per una piena ed effettiva implementazione del Unfccc e dell’accordo di Parigi“.

Gli impatti del cambiamento climatico nello scenario di un aumento delle temperature medie di 1,5 gradi centigradi “sono molto inferiori rispetto a 2 gradi. Mantenere l’obiettivo di 1,5 gradi a portata di mano richiederà azioni e un impegno significativi ed efficaci da parte di tutti i Paesi, tenendo conto dei diversi approcci, attraverso lo sviluppo di chiari percorsi nazionali che allineino ambizione di lungo termine con obiettivi a breve e medio termine e con la cooperazione e il sostegno internazionali, compresa la finanza e la tecnologia, il consumo e la produzione sostenibili e responsabili come fattori abilitanti, nel contesto dello sviluppo sostenibile,” si sottolinea. “Attendiamo con impazienza una Cop26 di successo“.

Accelereremo le nostre azioni” contro il cambiamento climatico, “riconoscendo l’importanza fondamentale” del raggiungimento dello zero netto globale di emissioni di gas a effetto serra “entro la metà del secolo o intorno alla metà e la necessità di rafforzare sforzi globali necessari per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi,” si legge nella dichiarazione finale dei leader del G20 di Roma.

Gli impatti del cambiamento climatico vengono sperimentati in tutto il mondo, in particolare dai più poveri e più vulnerabile“, “ricordiamo e riaffermiamo l’impegno assunto dai paesi sviluppati, per l’obiettivo di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 e annualmente fino al 2025 per rispondere alle esigenze dei paesi in via di sviluppo“.

I paesi del G20 si “impegnano a mobilitare finanziamenti internazionali pubblici e privati per sostenere lo sviluppo di un’energia verde, inclusiva e sostenibile” e annunciano la “fine ai finanziamenti pubblici internazionali per nuova produzione di energia da carbone entro la fine del 2021“. Nella dichiarazione finale si sottolinea “lo stretto legame tra clima ed energia” e si ribadisce “l’impegno a ridurre l’intensità delle emissioni nel settore energetico per rispettare i tempi” definiti dal target fissato nella conferenza sul clima di Parigi. “Collaboreremo per l’implementazione e la diffusione di tecnologie rinnovabili e a emissioni zero o basse, compresa la bioenergia sostenibile, per consentire una transizione verso sistemi di alimentazione a basse emissioni“, e “ciò consentirà anche ai Paesi che si impegnano a eliminare gradualmente gli investimenti in nuova capacità di generazione di energia dal carbone di farlo il prima possibile“.

Riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuovi vasche di assorbimento del carbonio, condividiamo l’obiettivo ambizioso di piantare collettivamente 1.000 miliardi di alberi, concentrandoci sugli ecosistemi più degradati del pianeta,” si legge ancora nella dichiarazione finale del vertice del G20 di Roma. “Sollecitiamo gli altri Paesi a unire le forze con il G20 per raggiungere questo obiettivo globale entro il 2030, anche attraverso progetti per il clima, con il coinvolgimento del settore privato e della società civile“.

L’intervento di Draghi alla sessione sul clima

“La crisi climatica e’ il problema decisivo dei nostri tempi. Mette in pericolo il nostro sostentamento, minaccia la nostra prosperita’, mette a rischio il nostro futuro. Con lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi che si verificano sempre piu’ frequentemente, ci troviamo di fronte a una scelta semplice. Possiamo agire ora o pentircene in seguito”, ha detto il Premier Draghi nel suo intervento alla sessione del G20 “Climate Change and Environment.

Con l’accordo di Parigi, ci siamo impegnati ad affrontare collettivamente il riscaldamento globale. Ma i passi in avanti che abbiamo intrapreso da allora si sono rivelati insufficienti. Gli scienziati ci dicono che – con le politiche attuali – le conseguenze del cambiamento climatico per l’ambiente e la popolazione mondiale saranno catastrofiche. Il costo dell’azione – per quanto alto possa sembrare – e’ banale rispetto al prezzo dell’inerzia. Ieri ho affermato che le questioni globali piu’ urgenti richiedono una risposta multilaterale. La lotta al cambiamento climatico coinvolge, letteralmente, il mondo intero. Restiamo uniti, nel successo e nel fallimento. E, come G20, abbiamo la responsabilita’ di mostrare leadership e guidare il mondo verso un futuro piu’ sostenibile”, ha continuato Draghi.

“In questa stanza, abbiamo opinioni diverse su quanto rapidamente dobbiamo iniziare ad agire e sulla velocita’ con cui dobbiamo cambiare rotta. Le economie emergenti provano risentimento per i paesi ricchi, per quanto hanno inquinato in passato, e chiedono aiuti finanziari per essere sostenuti in questa transizione. Si chiedono anche se gli impegni che prenderemo siano davvero credibili, visti i nostri fallimenti precedenti. Dobbiamo ascoltare queste preoccupazioni e agire di conseguenza, ma non possiamo sacrificare la nostra ambizione collettiva. Dobbiamo fissare obiettivi a lungo termine che siano coerenti con gli obiettivi dell’accordo di Parigi e apportare le modifiche a breve termine che sono necessarie per raggiungerli. Dobbiamo accelerare la graduale eliminazione del carbone e investire di piu’ nelle energie rinnovabili. Dobbiamo anche assicurarci di utilizzare le risorse disponibili con saggezza, e quindi dobbiamo essere in grado di adattare le nostre tecnologie e anche i nostri stili di vita a questo nuovo mondo. E mentre ci muoviamo verso questi obiettivi, dobbiamo aiutare i paesi di tutto il mondo ad affrontare il cambiamento climatico e ad adattarsi ai suoi effetti. Le decisioni che prendiamo oggi avranno un impatto diretto sul successo del vertice di Glasgow e, in definitiva, sulla nostra capacita’ di affrontare la crisi climatica. Ma la Cop26 deve segnare l’inizio di una campagna permanente. Ogni anno dovremmo chiederci se abbiamo fatto abbastanza per cambiare rotta. E se le generazioni future ci guarderanno con gratitudine o risentimento“, ha concluso Draghi.

Johnson: “target 1,5°C in bilico, se Glasgow fallisce, fallisce tutto”

L’obiettivo di contenere di contenere il riscaldamento globale entro gli 1,5°C in piu’ “resta in bilico” dopo il G20, “per il momento non ci siamo“. Lo sottolinea Boris Johnson prima di partire per Glasgow, dove domani entrano nel vivo i lavori della Cop26 presieduta dal governo di Londra. Johnson, rispondendo a un giornalista, si e’ poi detto “d’accordo” sul fatto che sia ancora troppo vago il riferimento all’impegno ad arrivare al traguardo delle emissioni zero “entro o attorno a meta’ secolo”. Vi sono Paesi che si sono impegnati a farlo “entro il 2060 o prima”, ha notato.

Saro’ chiaro, se fallisce Glasgow fallisce tutto“, ha detto Johnson con riferimento alla Cop26, in conferenza stampa in chiusura del G20 a Roma. “Abbiamo fatto progressi in questo G20 ma abbiamo ancora strada davanti, c’e’ bisogno di volonta’ politica”, ha aggiunto. In conferenza stampa, Johnson ha insistito che “alcuni progressi sono stati fatti al G20” ma ha anche riconosciuto che gli impegni presi tra i 20 grandi a Roma sono “gocce in un oceano che si sta rapidamente riscaldando”. Quindi ha aggiunto che “al momento l’accordo di Parigi e la speranza che ne era derivata sono solo un pezzo di carta. Dobbiamo riempire quel pezzo di carta con progressi veri”.